Anziana truffata, radiologo a dicembre in aula

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Il medico avrebbe abusato dello stato di infermità di una 85enne per impossessarsi dei suoi soldi
SASSARI. Sono state tutte ammesse dal giudice Sergio De Luca, le prove del pubblico ministero Angelo Beccu insieme alle deduzioni dei quattro consulenti presentati dalla parte civile, nel processo al radiologo algherese Gianni Maria Penduzzu, di 65 anni. Il medico è accusato di aver abusato dello stato di infermità psichica di una facoltosa ottantacinquenne per impossessarsi dei suoi soldi. In totale circa quarantamila euro. Difeso dagli avvocati Pietro Diaz e Giovanni Antonio Manca, il professionista deve rispondere dell’accusa di circonvenzione di incapace. Il difensore di parte civile, l’avvocato Pier Giovanni Arru, aveva chiesto che venissero sentiti in aula i quattro consulenti tecnici che hanno stilato le due relazioni sulle condizioni di salute della presunta vittima. Il giudice ha accolto la richiesta nonostante l’opposizione della difesa. Il professionista era stato rinviato a giudizio un anno fa dal giudice dell’udienza preliminare Carmela Rita Serra. A metà dicembre il processo entrerà nel vivo. La presunta circonvenzione di incapace sarebbe stata commessa dal medico non durante l’esercizio della sua professione, ma nell’ambito di una frequentazione extra lavorativa. La donna, 20 anni più grande dell’imputato, proprietaria di ville a Porto Cervo, Cagliari e Alghero, era «affetta da disturbo neuro cognitivo e degenerativo». Una patologia che «comprometteva le autonomie nelle attività personali e strumentali di vita quotidiana» scriveva il consulente tecnico Rossella Cherchi. Per la Procura il medico avrebbe approfittato della condizione clinica dell’anziana «frequentando la sua abitazione a titolo di amicizia e facendosi rilasciare otto assegni per un ammontare complessivo di 38mila euro». Il professioniste era stato denunciato dalla guardia di finanza al termine di un’attività investigativa condotta dal nucleo mobile della compagnia di Alghero. A far entrare in azione le fiamme gialle era stato il figlio 45enne dell’anziana. Era rimasto stupito nel notare gli strani movimenti di denaro dal conto corrente bancario della madre. A farlo insospettire erano stati in particolare degli assegni in uscita disposti a favore di un uomo che non conosceva, poi risultato un amico dell’85enne: il radiologo, appunto. Il figlio dell’anziana, allarmato, aveva bloccato il conto e ha contattato il medico per chiedergli spiegazioni, ma senza ottenere risposte soddisfacenti sui motivi che potessero giustificare le transazioni. E cosi era rivolto dalla Finanza. (l.f.)

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