Sassari, addio a Giovannino Farina: il padre della Wilier

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In 70 anni ha tolto dalla strada centinaia di bambini regalando loro il sogno di diventare calciatoriSASSARI. Era il 1949, lui era un ragazzino ma coltivava già un sogno: togliere i bambini dalla strada, indirizzarli verso una attività sportiva, distoglierli dal commettere cattive azioni. «Erano anni davvero duri – ricordò pochi anni fa – da sempre il pensiero mio e quello di Antonio Fadda e Vincenzo Pigliaru, era aiutare i ragazzi perché con la fame di quei tempi le tentazioni erano tante e dietro l’angolo». Così nacque la Wilier, nel quartiere di Culleziu in piazza Università a Sassari, a due passi da dove Giovannino Farina era nato e aveva trascorso la sua infanzia. Farina, 88 anni, se n’è andato l’altro ieri,con la soddisfazione di avere realizzato un sogno e averlo trasformato in qualcosa di importante per Sassari e per intere generazioni di calciatori che sui campi della Wilier sono cresciuti.La sua società è stata la prima ad associare i concetti di sport ed educazione e negli anni è diventata un modello. Da tempo la Wilier aveva messo casa a Li Punti: c’è la scuola calcio, ci sono cinque campi dove giocano gli atleti delle varie categorie della società, dai micro alla Seconda categoria per un totale di oltre 200 iscritti. Wilier era un marchio di biciclette in voga negli anni ’40 e Giovannino Farina e i suoi compagni di avventura decisero di battezzare così la loro creatura: mai avrebbero immaginato che avrebbe festeggiato e superato i 70 anni di vita.Nel 2019, in occasione dell’importante anniversario, in campo c’era anche lui: fu proprio Giovannino Farina a dare il calcio d’inizio alla sfida tra vecchie glorie sotto lo sguardo affettuoso e orgoglioso di allenatori e preparatori, tra cui i figli che hanno condiviso la passione per il calcio con lui e continuano a portare avanti l’attività. Così anche nel lavoro: Giovannino Farina più di mezzo secolo fa aveva aperto una carrozzeria-officina meccanica molto conosciuta in città. Era un lavoratore instancabile e sino a pochissimi anni fa continuava ad occuparsi dell’officina. La sua vita aveva tre punti fermi: il lavoro, la famiglia (aveva cinque figli ed era rimasto vedovo otto anni fa) e l’attività sportiva. I funerali sono stati celebrati nella parrocchia della Sacra Famiglia.

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