Rifiuti, il servizio tarda a decollare

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Anche ieri la città era disseminata di cassonetti stracolmi Nonostante i richiami del Comune la Gretas non è a regime
SASSARI. Qualcosa non funziona, è evidente, nella raccolta dei rifiuti durante il week-end e forse anche nel senso civico di quei sassaresi che non si fanno scrupolo di abbandonare i rifiuti dove capita o, peggio ancora, pulire i residui dei loro sabati sera in libertà. Perché ancora una volta la domenica mattina la città si è presentata nel peggiore dei modi in diverse zone: cassonetti che straripano, rifiuti abbandonati per terra e spesso preda di animali randagi, odore nauseabondo da diversi cassonetti. In più, bottiglie di birra abbandonate in diversi angoli delle strade e degli spazi verdi insieme ai cartoni delle pizze consumate all’aperto.Uno spettacolo che sarebbe meglio evitare, ma la fine della tanto auspicata fase di transizione del nuovo appalto non sembra aver portato nuovi benefici. La patata bollente è passata adesso nelle mani del nuovo assessore all’Ambiente Antonello Sassu (in carica da un mese scarso dopo il rimescolamento delle deleghe operato dal sindaco Nanni Campus al rientro dalle vacanze estive), che dovrà districarsi su diversi fronti. Di fatto il maxi-appalto entrato in vigore all’inizio dell’anno(130 milioni per sei anni e mezzo) e gestito da un’associazione di tre imprese (Ambiente Italia, Formula Ambiente e Gesenu) denominata Gretas ha avuto una partenza faticosa e la seconda metà dell’anno, pur con qualche miglioramento, non sembra aver portato il tanto auspicato cambio di marcia nonostante più di una volta il Comune abbia alzato la voce e, in alcuni casi, applicato anche sanzioni pesanti. Uno dei problemi interni che condizionano il servizio è senz’altro l’organizzazione dei turni e se durante la settimana in qualche modo si riesce a ovviare ai problemi, la domenica mattina è il giorno nel quale i nodi arrivano al pettine in maniera eclatante. Probabilmente il problema dei turni è frutto anche delle relazioni sindacali tempestose (che hanno visto una giornata di sciopero già in cassa) e anche di carenze nell’organizzazione del cantiere.Il Comune aveva fatto qualche passo avanti cercando di agevolare le imprese nella sostituzione dei cassonetti per la carta e la plastica sbagliati (erano 1.300, una mancanza costata anche sanzioni da 75mila euro al giorno), il “porta a porta” sta conquistando sempre più zone della città, ma adesso è il momento di tirare le somme e mettere finalmente a regime un servizio fondamentale per tutta la città.

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