I primi passi delle aziende distrutte

0
12

La cereria, la wedding planner e la lavanderia dopo 10 giorni dall’incendio di Predda Niedda provano a ripartiredi Luigi Soriga

04 Ottobre 2021

SASSARI. Sotto la cenere la fiammella della speranza è rimasta accesa. C’è ancora voglia di risollevarsi, di ricomporre i pezzi della propria vita, dopo averla vista crollare, avvolta dal fuoco, in meno di due ore.Le attività distrutte dall’incendio nei capannoni di Predda Niedda muovono i primi passi per la rinascita. Il sostegno, la solidarietà, l’affetto delle persone è stata una linfa vitale più forte dello sconforto. Si sono sgretolati muri e tetti, ma non la determinazione di portare avanti i propri sogni e le proprie passioni.La cereria. Del capannone, dei macchinari restano solamente macerie. Forse, fra tutti, è l’azienda che ha la conta dei danni più ingente. Oltre un milione di euro in fumo. Eppure il titolare, Cesare Soriga, dopo aver visto la sua vita rasa al suolo in un solo giorno, si è già rialzato e sta cominciando a riprogrammare il futuro: «La prima mossa è stata quella di mettermi subito alla ricerca di un altro capannone da affittare. La mia linea produttiva è distrutta, ma per la festività dei Santi posso riavviare almeno la commercializzazione dei prodotti che acquisto da terzi e rivendo. È stato commovente come sia i miei fornitori e sia i clienti abbiano capito il momento di difficoltà e abbiano deciso di aspettarmi. Nessuno, a costo di correre il rischio di restare sguarnito, ha scelto di non rivolgersi a qualcun altro. Questo mi ha dato grande fiducia e voglia di ricominciare. Quindi ho riconvertito la mia azienda in artigianale, potrò accedere ai finanziamenti, e l’obiettivo è quello di partire piano e poi, quando l’assicurazione coprirà i danni, ricomprare anche i macchinari per la produzione della cera. Per ora grazie ai 15mila euro ricevuti con la raccolta fondi, acquisterò della merce, un moletto per spostarla, e pagherò l’affitto per il magazzino. Speravo in questo grande sostegno che ho ricevuto, e per il quale ringrazio tutti di cuore: ma non posso dire di aspettarmelo. Mi ha fatto commuovere tanto la telefonata di un vecchio sacerdote, di Tempio, un ex parroco di 85 anni che non è più mio cliente da anni. Una chiamata del tutto inaspettata nel momento più difficile, che mi ha aperto il cuore. Ha voluto fare anche una donazione importante, che mi ha colpito molto. Per ora ho dovuto licenziare uno dei tre dipendenti, non posso permettermi un terzo stipendio: e in una piccola azienda, è davvero doloroso. È come mandare un figlio via di casa».Wedding Planner. Le fiamme avevano bruciato 14 anni di lavoro. Un magazzino fatto di migliaia di oggetti e allestimenti comprati in tante piccole occasioni, anche durante i viaggi. Una collezione unica, anche dal valore affettivo inestimabile. Tutto questo sarà impossibile ricrearlo, ma ciò che le fiamme non hanno potuto distruggere è il talento e la voglia di andare avanti. Elisa Mocci, rimasta senza uffici e magazzino, ora lavora da casa: «Precisamente sul tavolo del salotto. Ci hanno donato quattro computer e col mio team abbiamo subito ripreso a portare avanti quei progetti rimasti in stand-by dopo l’incendio. Avevamo una decina di matrimoni in lavorazione, stiamo ripartendo da quelli e dai corsi online (www.emexacademy.com). Nel frattempo cerco un nuovo locale per l’ufficio, vorrei un ambiente che si presti alla mia attività, e questa volta in centro. Ma ancora non riesco a trovarlo. Anzi, se qualcuno ha un ufficio da affittare che potrebbe fare al caso nostro, per noi sarebbe un grande passo avanti. La raccolta fondi per ora è a 20mila euro, e per noi è un’ottima base di partenza. Il sostegno che abbiamo ricevuto è incredibile».La lavanderia. Un’azienda storia, trent’anni di attività e 58 dipendenti. Il disastro di due settimane fa ha messo l’attività in ginocchio. Dice il resposanbile commerciale Sandro Usai: «È un momento difficile, per ora il crowfunding ha raccolto briciole, appena 700 euro e noi non sappiamo nulla sui risarcimenti assicurativi. Non sappiamo se chi ha innescato l’incendio sia coperto da una polizza, non sappiamo i tempi della magistratura. Abbiamo 58 dipendenti e vorremmo non licenziare nessuno. Ho dato mandato a un legale, ma finora è nebbia assoluta. E le istituzioni e la politica non ci sta supportando per nulla, c’è un silenzio totale, un disinteresse per 10 aziende sul lastrico che mai mi sarei aspettato. Ci sentiamo davvero abbandonati, ed è triste alla luce di ciò che è capitato. Per fortuna il sostegno è arrivato dai nostri clienti. E il nostro amministratore Barbara Grandu ci tiene a ringraziare la famiglia Testoni, Roberto Cuccuru Supermercati Viro, Sorgente solare Filippo Salaris, la famiglia Maccioccu, e tutti quelli che ci sono stati vicini».

leggi l’articolo su: La nuova Sardegna

#Sassari #lanuovasardegna #cronaca #vivisassari

RISPONDI

Inserisci il commento
Inserisci il tuo nome