Ozieri, l’odissea di otto famiglie “sfrattate” dalle termiti

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In alcune vie del centro un’invasione di insetti sta sgretolando le case. «Non bastano trappole e disinfestazioni, qualcuno ha anche dovuto traslocare» Francesco Squintu

29 Settembre 2021

OZIERI. Un’invasione di termiti sotterranee – Isotteri è il termine scientifico – ha fatto piombare già da qualche anno nell’incubo più nero otto famiglie di Ozieri che si sono ritrovate a combattere con un esercito di piccoli e temibili insetti e in alcuni casi stanno assistendo impotenti allo sgretolamento di tetti, pavimenti e infissi. In Via Lamarmora e in Via Silvio Pellico, in pieno centro storico, gli insetti hanno preso possesso degli ambienti domestici e hanno letteralmente divorato, attratte dalla cellulosa contenuta nel legno, le travi portanti dei solai, le strutture di porte e finestre interne ed esterne e tutto quanto possa essere scavato per ricavare tunnel in cui deporre le uova per la riproduzione.«Ci siamo accorti di questo grave problema per la prima volta nel momento in cui le larve hanno iniziato a sfarfallare volando a migliaia in casa – ha detto uno dei residenti colpiti -. Sono simili a piccole formiche ma hanno le ali e quando si insediano il danno spesso è grosso e soprattutto gravoso economicamente, non tutti sono in grado di affrontare le spese». Le termiti normalmente sono organizzate in colonie che arrivano dal sottosuolo creando solchi nei muri e fuoriescono anche da minuscoli pertugi seguendo linee elettriche e tubazioni d’acqua. Qualche proprietario si è dato da fare e ha operato un risanamento profondo con sostituzione di tutte le parti in legno presenti e grandi spese impreviste ma obbligate mentre altri hanno dovuto a malincuore abbandonare l’abitazione, diventata pericolosa e invivibile. «Esasperati dalla situazione ci siamo rivolti a un’azienda specializzata negli interventi di disinfestazione – hanno aggiunto gli abitanti della via – che ci ha consigliato l’installazione di trappole all’interno degli appartamenti. Per una soluzione definitiva però occorrerebbe risanare anche la strada con carotaggi nei pressi delle tubature dell’acqua e della rete fognaria ma per un intervento di questa portata ci servirebbe l’aiuto del Comune».Il disperato appello è stato raccolto dal vice sindaco e assessore ai lavori pubblici Gigi Sarobba che ha promesso attenzione e interesse. «Porterò la questione sui tavoli dell’amministrazione regionale per sollevare un problema che secondo me può essere configurabile tra le calamità naturali – ha dichiarato – poiché è un fenomeno che si verifica in natura e causa grossi danni alle abitazioni. Da parte nostra ci sarà tutto il sostegno possibile e cercheremo una soluzione».

leggi l’articolo su: La nuova Sardegna

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