Da rivoltoso in Nigeria a contadino

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Presente la pubblicità delle pile Duracell? Matteo deve avere la scatolina delle batterie nascosta nella schiena, perché è capace di non fermarsi per ore. Ha 28 anni, è Nigeriano, ed è abituato al…Presente la pubblicità delle pile Duracell? Matteo deve avere la scatolina delle batterie nascosta nella schiena, perché è capace di non fermarsi per ore. Ha 28 anni, è Nigeriano, ed è abituato al sacrificio e alla sofferenza, perché la sua vita è sempre stata in salita.È arrivato in Italia 5 anni fa, e ora è un rifugiato politico. In Nigeria infatti, durante la guerra civile, aveva aderito a un gruppo di rivoltosi, e ha pagato sulla propria pelle quella scelta. Cicatrici di torture con l’elettricità, anni di carcere durissimo. Poi è riuscito a evadere ed è scappato in Libia, con la prospettiva di partire per l’Italia. Ha lavorato per due anni 24 ore al giorno come fabbro in una fabbrica per racimolare i soldi. Dormiva dove lavorava. Poi è approdato a Sassari, al centro di accoglienza. È cattolico e spesso bazzicava attorno alle chiese, ma senza chiedere l’elemosina. Voleva semplicemente farsi ascoltare, raccontare la sua storia, lavorare. Lo hanno aiutato le suore Manzelliane, suor Carmela l’ha preso sotto la sua ala protettiva, poi ha iniziato a collaborare con la Caritas, a fare da intermediario con gli altri profughi, e infine è stato arruolato nell’azienda Orto Vivo. «Coltivare mi piace moltissimo, ora sono contento. Ho preso il diploma di scuola media, ho studiato, e adesso il mio sogno è quello di prendere il brevetto da oss».

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