«Riconsegnate i figli alla loro madre»

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I 2 bimbi strappati alla mamma, il tribunale dei minori rigetta il ricorso del padre
SASSARI. «Non ci sono i presupposti per accogliere la domanda proposta in via d’urgenza (dal padre ndc) tendente a ottenere la sospensione della responsabilità genitoriale (della madre ndc)». È uno dei passaggi del decreto con il quale il tribunale dei minori di Sassari ha rigettato il ricorso del 59enne russo – da tempo residente nel Sassarese – che non solo aveva trattenuto i passaporti dei figli di 5 e 8 anni di fatto impedendo loro di tornare in Russia con la madre (marito e moglie sono separati). Ma aveva anche chiesto la decadenza o la limitazione della responsabilità genitoriale della donna, una 39enne anche lei russa, nei confronti dei due figli minori. O, in via provvisoria e urgente, la sola sospensione e il collocamento dei minori nella sua abitazione in Sardegna. La donna, per poter riottenere i titoli di viaggio dei bambini e così tornare in Russia – in attesa della decisione del tribunale di Sassari – era partita dalla Sardegna per andare all’ambasciata russa a Roma. Ma a Civitavecchia era stata fermata dalla Polfer e i Servizi sociali avevano preso in consegna i bimbi, tra la disperazione generale, e li avevano portati in comunità. Gli avvocati Giuseppe Onorato e Maria Paola Cabitza che tutelano la madre, si sono subito dati da fare per risolvere la situazione e ieri mattina hanno avuto la risposta che attendevano. E cioè che i bambini devono essere riconsegnati alla mamma. Per il tribunale dei minori di Sassari – che preliminarmente ha dichiarato il difetto di giurisdizione dello stesso a decidere sulla proposta relativa alla decadenza della responsabilità genitoriale della mamma – infatti «nulla osta (è scritto nel decreto di ieri) a che i due bambini, che hanno la loro residenza abituale con la madre, ritornino insieme a lei in Russia». Il tribunale ha anche rigettato la domanda proposta in via cautelare dal 59enne per ottenere in via provvisoria la sospensione della donna dalla responsabilità genitoriale e il collocamento dei figli dal padre. Hanno poi sottolineato, i giudici, che «da nessuno degli atti prodotti dalle parti si desume che la donna sia una madre inadeguata o incapace di provvedere alle esigenze materiali e morali dei figli». Andrebbe inoltre «evitato il protrarsi della loro esposizione alla grave conflittualità dei genitori e ai rischi che la stessa potrebbe comportare per un loro equilibrato sviluppo psicofisico». Da qui l’opportunità, per il loro bene, di riprendere le abitudini quotidiane e la frequenza scolastica nella loro residenza abituale: Mosca. (na.co.)

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