Non diffamarono il collega, due assolti

0
2

Ex segretari del Sappe imputati di aver divulgato una nota con accuse di mobbing
SASSARI. Si è concluso con un’assoluzione per insussistenza del fatto il processo per diffamazione a mezzo stampa a carico di due ex segretari (regionale e provinciale) del Sappe, il sindacato autonomo della polizia penitenziaria. Il procedimento era scaturito da una querela presentata dall’allora comandante del nucleo traduzioni della polizia penitenziaria di Sassari, Tiziano Pais, costituitosi parte civile con l’avvocato Agostinangelo Marras, che riteneva di esser stato diffamato da una serie di critiche mosse nei suoi confronti da Antonio Cannas, allora suo collega e segretario provinciale del Sappe, difeso dall’avvocato Antonella Cuccureddu. Critiche messe nero su bianco in una nota a firma di Antonio Cocco, all’epoca segretario regionale dello stesso sindacato, difeso dall’avvocato Tania Decortes. La stessa nota era stata inviata al direttore della casa circondariale di Sassari e per conoscenza al provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria della Sardegna, all’ufficio per le relazioni sindacali del dipartimento amministrazione penitenziaria e al segretario generale del Sappe. Ed era anche finita, però, sulle pagine della Nuova Sardegna. Circostanza, quest’ultima, che ha determinato la querela.Le critiche mosse avevano ad oggetto una serie di presunte condotte antisindacali e in particolare si lamentava il fatto che Pais, nella programmazione dei turni di servizio, favorisse alcuni lavoratori piuttosto che altri. Gli avvocati Decortes e Cuccureddu, fin dal principio, hanno sostenuto davanti al giudice Mauro Pusceddu che non ci fosse la prova che a divulgare quel documento fossero stati i due imputati e, in particolare, che le critiche mosse – le quali tra l’altro hanno portato a una causa davanti al giudice del lavoro e a un’attività ispettiva – fossero legittime, a loro dire vere e prive, pertanto, di qualsiasi contenuto diffamatorio. Durante il processo sono stati sentiti diversi testimoni, tra cui Gianfranco De Gesu, attuale direttore generale del Dap e all’epoca provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria per la Sardegna. A conclusione del dibattimento il giudice ha emesso nei confronti degli imputati (per i quali il pm aveva chiesto la condanna a sei mesi), una sentenza di assoluzione “perché il fatto non sussiste”. (na.co.)

leggi l’articolo su: La nuova Sardegna

#Sassari #lanuovasardegna #cronaca #vivisassari

RISPONDI

Inserisci il commento
Inserisci il tuo nome