Lite a colpi di bicchiere condannato un sennorese

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Il giudice ha però derubricato il reato: non fu l’imputato a causare le gravi ferite Inflitti “solo” 20 giorni per uno schiaffo. Persona offesa va a giudizio per lesionidi Nadia Cossu

22 Settembre 2021

SASSARI. Al termine di una discussione particolarmente accesa in un locale di Sennori due conoscenti si erano colpiti a vicenda ed erano rimasti feriti. Uno dei due sosteneva che l’altro, durante le fasi concitate dell’aggressione, gli avesse provocato una grave lesione alla mano dove lui in quel momento teneva un bicchiere di vetro che così si sarebbe rotto “aprendogli” il palmo (40 giorni di cure). Il rivale, un quarantenne, aveva invece raccontato una versione differente: cioè che era lui la vera vittima e che quell’altro uomo aveva sì riportato una brutta ferita alla mano ma se l’era procurata da solo usando in maniera sprovveduta il bicchiere per colpirlo sul viso e su tutto il corpo. A distanza di sei mesi dalla lite la Procura di Sassari aveva notificato la chiusura delle indagini al quarantenne che in quel modo aveva scoperto di esser stato denunciato dall’uomo ai carabinieri della stazione di Sennori. Rinviato a giudizio per lesioni gravissime (reato che prevede una pena fino a sette anni di reclusione) l’imputato si era rivolto all’avvocato Enrico Cossu e a lui aveva spiegato che in realtà era stato il compaesano ad averlo ripetutamente colpito al viso con il bicchiere di vetro che stringeva nella mano destra. Bicchiere che nel frangente si era rotto procurando allo stesso aggressore la profonda lesione al palmo della mano. Durante le indagini difensive l’avvocato Cossu aveva individuato un teste oculare che aveva confermato la versione del suo assistito precisando che lui stesso (il teste) era intervenuto per immobilizzare l’imputato perché, provocato da una frase gravemente offensiva, aveva colpito il rivale con uno schiaffo. Il testimone aveva aggiunto che la persona offesa a quel punto aveva approfittato dello stato di impotenza del rivale per colpirlo ripetutamente al volto con il bicchiere di vetro che impugnava. Una versione dei fatti che ha trovato ulteriore conferma nel certificato medico rilasciato dal pronto soccorso da cui si rilevava che all’interno della ferita allo zigomo riportata dall’imputato i medici avevano estratto un frammento di vetro: circostanza questa che avvalorava il fatto che il quarantenne fosse stato aggredito e colpito con il bicchiere. Durante il rito abbreviato condizionato a perizia medico legale, davanti al gup Antonello Spanu, il medico Salvatore Lorenzoni ha accertato che l’imputato era stato effettivamente aggredito con un bicchiere di vetro, il cui frammento, in caso contrario, non avrebbe potuto trovarsi all’interno della ferita allo zigomo. Alla luce di tutti gli elementi difensivi il gup ha derubricato il reato in percosse (per lo schiaffo iniziale col quale il 40enne aveva ammesso di aver colpito l’avversario) e lo ha condannato a 20 giorni di reclusione. L’imputato, da parte sua, ha presentato una denuncia per calunnia e lesioni personali e la Procura, per quest’ultimo reato, ha rinviato a giudizio il rivale davanti al giudice di pace.

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