«I nostri ospiti? Terrorizzati dai tafferugli»

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Parlano i titolari dell’Hotel Vittorio Emanuele: crediamo molto in questa zona, ma non è più sicura
SASSARI. «Il centro storico? Con la volontà delle amministrazioni comunali e qualche accorgimento in materia di sicurezza potrebbe diventare il salotto buono della città. Noi ci stiamo scommettendo, ma certo lavorare così non è per niente facile». Parole di Ines Gentile e Luciano Pintore, rispettivamente amministratrice e direttore dell’Hotel Vittorio Emanuele, a metà dell’omonimo Corso. Originari di Castelsardo, a gennaio hanno deciso di rilevare la struttura puntando proprio sulla sua centralissima posizione capace di attrarre molti turisti e persone che vengono in città per affari. Una scelta vincente, a giudicare dall’affluenza dei clienti registrata dall’inizio di quest’anno ancora tormentato dalla pandemia. Ma la tensione per la confusione che regna in quella parte del quartiere la avvertono anche i clienti. «Purtroppo – spiega Ines Gentile – le risse di quest’ultimo fine settimana non sono passate inosservate, anche perché alcune persone coinvolte nel tafferuglio hanno cercato riparo entrando proprio nel nostro albergo e spaventando de i nostri ospiti che si stavano tranquillamente fumando una sigaretta prima di ritirarsi in camera. L’addetto alla reception ci ha chiamato terrorizzato, non sapeva come fare. In ogni caso ci sono i filmati delle telecamere di videosorveglianza».Comunque un pessimo biglietto da visita per chi soggiorna nell’hotel. «È così – ammette il direttore Luigi Pintore –, tanto è vero che ci è capitato di vedere delle recensioni su Boking o su Trip Advisor nel quale i clienti, pur facendoci grandi complimenti per l’accoglienza, il servizio e per le camere, si lamentano per la situazione di degrado della zona. Da poco una signora mi ha detto: “Sono stata benissimo, ma nonostante ciò da voi non tornerò più”. Una frase che mi ha lasciato l’amaro in bocca».Che la situazione sia ormai diventata intollerabile lo conferma anche il fatto che per Ines Gentile e Luciano Pintore sia difficile persino trovare personale disposto a fare il turno di notte. «Da poco una nostra cameriera è stata circondata in automobile da un gruppo di giovani che non la facevano andar via sballottandole la macchina. Terrorizzata ha chiamato aiuto ed è riuscita ad andarsene, ma ci ha detto chiaramente che non è più disposta a lavorare per noi». (a.m.)

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