Terminal per i crocieristi la beffa dei lavori bloccati

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Struttura ancora incompiuta per via di inadempienze della società appaltatrice Inutili i solleciti da parte del Provveditorato interregionale alle opere pubbliche 
L’incompiuta portuale del terminal crociere rimane purtroppo ancora tale per l’inadempienza contrattuale della società Lakit – società aggiudicataria dei lavori per la realizzazione della Tensostruttura Lunardi – che non ha completato gli interventi previsti nei mesi estivi. L’annosa vicenda legata al completamento dell’opera rischia quindi di protrarsi ancora nel tempo tra il silenzio delle varie istituzioni pubbliche, come se non bastassero i tredici anni già trascorsi dall’affidamento. Qualche mese fa è stato il ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile, per mezzo del Provveditorato interregionale per le opere pubbliche, a rispondere all’interrogazione presentata lo scorso giugno dal consigliere regionale dei Progressisti Gian Franco Satta, con la quale si chiedevano informazioni riguardo la mancata conclusione dei lavori del terminal crociere. Il Provveditorato, con la sua nota, aveva descritto le ultime vicende giudiziarie legate all’impresa aggiudicataria dei lavori e rispetto alla sua posizione giuridica informava che l’amministratore della società Lakit, con una comunicazione risalente al 27 maggio 2021, aveva comunicato l’intendimento di portare a conclusione i lavori entro il mese di luglio. Nella stessa nota del Provveditorato, inoltre, erano stati indicati anche i lavori rimasti da completare, che consistevano principalmente nel montaggio delle vetrate, delle porte interne e degli apparecchi igienico sanitari, oltre a diverse opere di finitura che dovevano essere realizzati tassativamente entro il 31 luglio. L’amministrazione, probabilmente diffidente rispetto alle numerose inadempienze perpetrate negli anni, aveva confermato che qualora le lavorazioni non venissero portate a termine secondo il cronoprogramma proposto dalla società, si sarebbe attivata senza ulteriori ritardi per procedere alla risoluzione contrattuale in danno alla stessa Lakit. “”Purtroppo – lamenta Satta – ancora una volta mi trovo a commentare in maniera negativa questa vicenda: questa mattina (ieri, ndc) ho contattato il Provveditorato, il quale mi ha confermato che gli uffici si sono già attivati nei confronti della società per chiedere le ragioni del mancato rispetto del crono programma che loro stessi avevano presentato solo due mesi fa, intimando un riscontro entro quindici giorni al termine del quale, salvo non vi siano stati impedimenti non imputabili alla stessa, procederà con la risoluzione in danno del contratto. La notizia ovviamente non è delle migliori – aggiunge – perché come tutti avrei preferito che i lavori fossero stati eseguiti e che finalmente Porto Torres potesse disporre di questa importante struttura dopo oltre dieci anni dal termine previsto per la consegna””. Il consigliere si auspica che le vicende contrattuali non siano un motivo per ritardare ulteriormente la conclusione dell’opera, “”per procedere con tempestività ad individuare una nuova ditta che possa completare i lavori così da potenziare i servizi rivolti al traffico marittimo e commerciale””. Gavino Masia

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