Sassari, drogata e poi violentata: una perizia riapre il caso

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Buove analisi dimostrerebbero che la 25enne assunse la “droga dello stupro”. Il procedimento vede imputato un pizzaiolo 30enne di Alghero che avrebbe trascorso l’ultima parte della serata insieme alla giovane donnaLuca Fiori

13 Settembre 2021

SASSARI. Un pomeriggio di qualche anno fa si era risvegliata all’interno della sua abitazione di Alghero in stato confusionale, con ferite al volto, un incisivo spezzato e sul comodino un biglietto con il nome e il numero di telefono di una persona conosciuta la sera prima in un bar della città catalana. Si sentiva strana una 25enne algherese che dopo un primo confronto con l’uomo che le aveva lasciato il suo recapito telefonico e poi si era offerto di pagare le spese odontoiatriche, si era rivolta ai carabinieri per denunciare una violenza sessuale. «Sono stata drogata e violentata» aveva riferito ai militari, ma inizialmente le analisi effettuate in ospedale, subito dopo la denuncia, avevano escluso l’assunzione di droghe e minato la sua credibilità. Certa che qualcosa di strano durante la serata era capitata, la 25enne non si era data per vinta e si era rivolta a un laboratorio di Torino per effettuare un test farmacologico attraverso l’analisi del capello. La procedura che permette di capire se un soggetto ha fatto uso di droghe, che tipo di sostanze ha assunto, quando e per quanto tempo, aveva confermato che la giovane aveva ragione. Dalle analisi era emerso che la 25enne aveva assunto Ghb, la cosiddetta “droga dello stupro”. Qualcuno le aveva effettivamente aggiunto la sostanza in un drink nel corso della serata trascorsa nei locali della Riviera del Corallo. Saranno proprio i tecnici del laboratorio di Torino a confermarlo in aula nel corso della prossima udienza, che si terrà a fine mese in tribunale a Sassari, durante la quale saranno sentiti come testimoni della parte civile. Sul banco degli imputati con l’accusa di violenza sessuale era finito l’uomo che aveva trascorso l’ultima parte della serata con lei, un pizzaiolo algherese di 30 anni, difeso dagli avvocati Nicola Lucchi e Marco Salaris, che ha sempre respinto le accuse.Articolo completo e altri servizi nel giornale in edicola e nella sua versione digitale

leggi l’articolo su: La nuova Sardegna

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