«Rilanciamo il progetto sul giardino di via Torino»

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La Fondazione Bacchiddu nel 2017 presentò un piano di recupero al Comune «Ci speravamo, poi sorsero problemi tecnici. Ma siamo pronti a riprovarci» di Paoletta Farina

14 Settembre 2021

SASSARI. La Fondazione onlus Gabriele Bacchiddu si mette a disposizione e rilancia il progetto che aveva presentato all’amministrazione guidata da Nicola Sanna volto al recupero del degradato giardino che si apre tra via Torino, via Zanfarino e via Tempio.Nel maggio del 2017 sembrava cosa quasi fatta poter ridare alla città e al quartiere in particolare uno spazio verde ora ridotto a un luogo abbandonato e desolante. Un sogno della Fondazione creata dai familiari e amici di Gabriele, trentenne brillante agronomo sassarese, tragicamente scomparso nel 2009 in un incidente aereo nelle isole Canarie, in Spagna, che amava l’ambiente e si sarebbe di certo battuto anche lui per far rinascere un’area a pochi passi dall’ex mattatoio e dalla cittadella universitaria delle facoltà umanistiche, ora interessata da una massiccia riqualificazione. Un obiettivo da raggiungere anche per ricordare a tutti il giovane agronomo.Cinque anni fa, appunto, la Fondazione aveva raccolto consensi e fondi tra soci e cittadini e trovato come partner il Comune e l’azienda florovivaistica Florgarden come progettista del nuovo giardino. L’idea della Fondazione era stata presentata in una conferenza stampa con il sindaco Nicola Sanna e, per la onlus, il presidente Gino Bacchiddu, papà di Gabriele. «Noi volevamo sostenerla perché ci credevamo e ci crediamo ancora – spiega –. Ma purtroppo tutto si è arenato. Il sindaco ci spiegò in seguito che esistevano dei vincoli legati alla necessità di un tavolo tecnico tra il Comune e i proprietari dell’area confinante. Così ricordo. Siamo rimasti molto delusi, ma non abbiamo perso le speranze e chiediamo all’attuale amministrazione comunale se sia possibile trovare una soluzione per dare ai cittadini uno spazio che riteniamo importante. Pensiamo agli studenti che gravitano numerosi nella zona, agli anziani e ai bambini che avrebbero un luogo dove sostare e giocare». A una soluzione ha pensato anche Raimondo Derudas, grande amico di Gabriele e uno dei motori dell’associazione a lui intitolata. «Il terreno dove era sorto il giardino, nel Piano urbanistico comunale in vigore è individuato come zona S4.2, in cui è prevista la realizzazione di parcheggi multipiano. A fianco, l’area di proprietà privata dove insistono i vecchi magazzini, è una sottozona S3 e le categorie tipologiche, comprese nel “Piano e regolamento del verde”, prevedono che vi si possano creare nuclei di verde, spazi per il gioco dei bambini, o attrezzati per il gioco e lo sport, e parchi di quartiere. Si potrebbe pensare di fare lì il giardino e spostare al suo posto i parcheggi, un servizio che sarebbe ugualmente utile nel quartiere? Noi lanciamo la nostra proposta, ma soprattutto ci sta a cuore arrivare al risultato – sottolinea Raimondo Derudas –. Che significa evitare di far passare altri decenni senza far niente per dare un volto dignitoso a una parte della città di grande valore per le sue potenzialità, oltre a essere situata in pieno centro».La storia del giardino è ricca di capitoli. Espropriata dal Comune al proprietario negli Anni Settanta, è stata al centro di contenziosi e ricorsi alla magistratura. Ora bisognerebbe scrivere quello definitivo.

leggi l’articolo su: La nuova Sardegna

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