In fila all’alba per il numerino

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Decine di persone sul marciapiede all’ex Inam di via Tempio in attesa di accedere agli sportellidi Giovanni Bua

14 Settembre 2021

SASSARI. L’ultimo esempio nel fine settimana: venerdì mattina, ore 7,45. Nemmeno la pioggia che ha tenuto la città sveglia per tutta la notte ferma i coraggiosi che, armati di ombrello, si assiepano in via Tempio. Sono i dannati dell’ex Inam, girone “Sau”, l’ufficio dell’Ats che, tra le altre cose, si occupa di scelta e revoca del medico di famiglia e del pediatra, assistenza integrativa, esenzioni dal ticket, attivazione della tessera sanitaria, ausili per l’incontinenza. In fila, nel terremotato marciapiede, sono varie decine. Aumenteranno nel giro di pochi minuti. Devono dare la caccia ai “numerini”, che due incolpevoli quanto gentili addetti distribuiscono a partire dalle 8. Stavolta saranno 40, il numero dipende dagli addetti che lavorano agli sportelli, che di venerdì sono due. Nei giorni di grassa di può arrivare a 100-120. Finiti i numerini non esiste più possibilità di accedere ai servizi. O meglio, si può fare l’eroico tentativo di mettersi in fila nell’orario di apertura (8.30-12) e sperare che gli impiegati facciano più in fretta del previsto. Ore 10.45, sono passate tre ore. Le persone in fila sono ancora quasi tutte lì. Sempre nel marciapiede, perché gli accessi alla piccola sala d’attesa sono contingentati a causa del Covid: massimo 7 persone. «L’assurdità – dice Luca – è che io sono qui dalle 8 e non sono nemmeno sicuro di avere i documenti giusti. Ho provato a chiamare il numero del sito internet, ma dopo mezz’ora di attesa mi hanno risposto da Ittiri». Deve scegliere il pediatra per la sua bimba, nata da pochi giorni, ma ha perso la tessera sanitaria e ha un duplicato, forse non valido. «Speriamo di non aver buttato quattro ore», chiude sconsolato. Come Laura (il cognome non lo vuol dire nessuno, temendo problemi per le loro pratiche, spesso delicate) che deve confermare l’esenzione del ticket e, un po’ avanti con gli anni, aspetta in piedi per strada dalle 8. O Khadim, senegalese, che deve attivare la tessera sanitaria. Una di quelle pratiche complicate, che impallano gli sportelli a lungo, facendo scaldare gli animi. Le “guardie” (le chiamano tutti così) regolano il traffico cortesi.«È una vergogna – tuona Marta – devo prendere appuntamento tramite Cup, al telefono non è possibile, mi hanno detto di aspettare un attimo e sono qui da 40 minuti in mezzo alla strada». Nel mentre un’ambulanza scarica a fatica un’anziana signora in sedia a rotelle nella strettissima strada, il traffico si impalla, cade qualche goccia di pioggia, viene chiamato il numero 10. E l’Ats si attiva per fornire una spiegazione. «Nell’ultimo periodo gli uffici di via Tempio prendono in carico e finalizzano ogni giorno oltre 100 pratiche. A queste procedure si sommano quelle pervenute tramite e-mail o contatto telefonico. Nonostante questi risultati, il servizio Giuridico amministrativo dell’Assl Sassari comprende il disagio avvertito dagli utenti che sostano in attesa e precisa che poiché le normative nazionali contro la diffusione del nuovo Coronavirus impongono l’accesso di un numero contingentato di persone all’interno delle strutture sanitarie, invitiamo l’utenza a rispettare le indicazioni fornite loro al momento dell’arrivo davanti agli uffici di via Tempio. Per quanto riguarda la scelta o revoca del medico oltre agli uffici distrettuali di sportello, la procedura può essere finalizzata anche nelle farmacie convenzionate o dal proprio computer utilizzando lo Spid o chiedendo l’attivazione della Tessera sanitaria, con funzione di Carta Nazionale dei Servizi». Alcune file, insomma, si potrebbero evitare, andando in farmacia, dotandosi di identità elettronica, o spendendo una mail (ma bisogna trovare l’indirizzo giusto). Per chi invece non ha alternative l’attesa sul marciapiede sembra essere l’unica soluzione.

leggi l’articolo su: La nuova Sardegna

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