Poliziotto in città, campione in sella a una moto

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Tommaso Cucca, coordinatore del posto fisso di polizia, alle Olimpiadi di enduro con un altro sardo
PORTO TORRES. C’erano anche due piloti sardi all’Olimpiade dell’enduro – la six day’s che racchiude sei giorni di competizione serrate e 200 chilometri giornalieri – pronti ad affrontare percorsi durissimi in sterrato, tappe fluviali e un finale in pista di cross. Si tratta della più prestigiosa e antica gara di enduro al mondo che si svolge da oltre un secolo, interrotta soltanto durante le Guerre mondiali e posticipata l’anno scorso per l’emergenza pandemica. I due sardi alla partenza erano Nicola Putzu e Tommaso Cucca: il primo centauro è un agente assicurativo con passati anche nella velocità, mentre il secondo è capo coordinatore in servizio al Posto fisso di polizia di Porto Torres. Sin dal 2019 i due sassaresi covavano l’idea di avere nel loro palmares una gara internazionale, ma a causa della pandemia avevano dovuto rimandare l’appuntamento al 2021 dopo essersi preparati al meglio nel crossodromo nurrese intitolato a “Toti Sechi”. Il primo giorno di gara si è svolto con molta fatica per gli atleti isolani, in particolare Nicola Putzu che è comunque riuscito ad arrivare a fine giornata con soli sette minuti di ritardo. Il secondo e terzo giorno di gara, invece, Putzu ha accumulato ritardi importanti, 29 minuti totali, e ha deciso di ritirarsi dalla competizione. Lo staff medico aveva infatti constatato la disidratazione al pilota sardo, a cui sono stati iniettati due litri di soluzione fisiologica e un ramo di magnesio in vena per il sopraggiungere dei crampi. Per i successivi 3 giorni Putzu si è dedicato a tifare e a supportare nell’assistenza tecnica il compagno di squadra del team moto club Sandalion. A difendere i colori isolani sino alla fine e a tagliare poi il traguardo insieme ai migliori del mondo era rimasto solo Tommy Cucca, che con grande sacrificio e spirito di abnegazione portava a termine una gara massacrante non solo dal punto di vista fisico ma anche mentale. «Ero entrato in una bolla agonistica dove pensavo solo al controllo successivo – racconta Cucca – e a mantenere una condotta di gara eccellente per arrivare al sesto giorno con la tabella di marcia “in time”, come dice la classifica della giuria internazionale».Nell’ultimo giorno il poliziotto appariva stremato ma felicissimo di poter godere della gara nella pista di cross, tra due ali di folla che lo acclamavano assieme ai migliori piloti al mondo. (g.m.)

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