Tavolini e dehors, slitta l’approvazione del regolamento

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SASSARI. E alla fine, dopo due anni di gestazione, otto sedute congiunte di commissione, e tre orette piene di scontro in consiglio comunale, il nuovo regolamento per l’occupazione del suolo pubblico…
SASSARI. E alla fine, dopo due anni di gestazione, otto sedute congiunte di commissione, e tre orette piene di scontro in consiglio comunale, il nuovo regolamento per l’occupazione del suolo pubblico con dehors e altre attrezzature temporanee e amovibili dovrà aspettare ancora qualche ora. Di fronte alla richiesta di Massimo Rizzu (Sassari Civica) di votare articolo per articolo il testo, con ancora le dichiarazioni di voto in corso e almeno altre due ore di lavoro davanti, la conferenza dei capigruppo ha infatti deciso di aggiornare i lavori.Non è ancora arrivato insomma l’ultimo atto per il lavoro dell’assessore Nicola Lucchi, passato ufficialmente ieri dalle Attività produttive alla Cultura, che ieri ha difeso in aula il suo lavoro: «Mai si era raggiunto un simile livello di condivisione, di ascolto. Su un tema che, più che mai in questo momento di drammatica crisi, è l’oro di Sassari: il suo suolo pubblico. Le novità sono importanti, su tutte l’apertura alle attività commerciali e artigianali, ma soprattutto la creazione di un quadro di regole certe e chiare per tutti, l’introduzione delle Zone 30, il rispetto di tutte le norme a salvaguardia dei beni monumentali e paesaggistici, così come del codice della strada, il rispetto degli interessi singoli ma soprattutto di quelli della collettività». Confermati i punti di scontro, che hanno animato gli ultimi mesi in commissione. Su tutti il contestato articolo 12, con la necessità di un «passaggio in giunta» per le nuove autorizzazioni, e l’occupazione dei posteggi blu, dati in concessione alla Saba, con l’obbligo di concordare direttamente con quest’ultima la subconcessione degli spazi. Punti difesi con vigore dal sindaco Campus che ha derubricato gli attacchi dell’opposizione (centrosinistra e centrodestra hanno annunciato il voto contrario, Sardegna Civica l’astensione) a «speculazione politica». «Il testo è stato discusso e condiviso più che a sufficienza. Per quanto riguarda la Saba nessun interesse singolo, seppur legittimo, può scaricare i suoi oneri sulla collettività. Sul fatto che la giunta debba essere informata delle pratiche poi è un gesto di responsabilità politica, chiaro e trasparente come il testo di questo regolamento, che pone fine a tante discrezionalità che, purtroppo, in passato non sono mancate». (g.bua)

leggi l’articolo su: La nuova Sardegna

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