Il rimpasto è ufficiale Campus: «Un rilancio»

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Presentata in consiglio comunale la nuova distribuzione delle deleghe  Pd all’attacco: «Solo una prova di forza contro la sua stessa maggioranza»di Giovanni Bua

11 Settembre 2021

SASSARI. Il rimpasto (o, come preferisce chiamarlo il primo cittadino «rilancio») è fatto. A presentarlo ufficialmente ieri pomeriggio in apertura di consiglio comunale lo stesso Nanni Campus. Che si è limitato a leggere il nome degli assessori (tutti confermati) e le loro nuove deleghe, senza nessun commento politico sull’operazione.Nessuna sorpresa sul valzer di competenze e i nuovi accorpamenti negli assessorati rispetto allo schema circolato nei giorni scorsi. Gianfranco Meazza, che resta vicesindaco, passa a Servizi sociali e Politiche della casa, ruolo che già ricoprì nella prima giunta Campus. Ridisegnati i Lavori Pubblici, che andranno a Rosanna Arru, con Manutenzioni, l’aggiunta di Gestione del Patrimonio e Strutture sportive lo spacchettamento di Infrastrutture e Traffico, che diventeranno un assessorato autonomo nelle mani di Francesca Masala, che avrà anche le deleghe a Contratti e Appalti.Confermatissimo a Bilancio, Tributi e Partecipate Carlo Sardara, che prenderà in carico anche il Personale. Maria Alessandra Corda lascia l’Urbanistica, che andrà ad Antonella Lugliè, e passa alle Attività produttive ed Edilizia privata, Nicola Lucchi diventa assessore alla Cultura, Attività educative e pari opportunità, e Antonello Sassu dai Servizi Sociali passa all’Ambiente e Verde pubblico. Confermato anche Gabriele Mulas come assessore alla Programmazione e Innovazione tecnologica, con Servizi civici e Statistica. Restano in capo al sindaco Campus le deleghe a Polizia Locale, Avvocatura civica e Affari generali.Un’operazione per molti versi inedita, con il classico rimpasto di metà mandato che di prassi di usa per allargare o rettificare il perimetro della maggioranza, e promuoverne (o bocciarne) qualche membro. Campus invece da una parte dà sicuramente l’ennesima dimostrazione di forza ai suoi (che già gli è costata più di una defezione) spegnendo sul nascere le speranze di chi ambiva ad avere un posto al sole, ma sembra più interessato a correggere alcune inefficienze della macchina, causate da un accorpamento non funzionale delle deleghe ma anche di qualche persona magari giusta ma decisamente al posto sbagliato. Un tagliando alla macchina amministrativa per vedere se riesce a farla salire di giri, senza scuotere troppo una maggioranza che viaggia sul filo dei 18 consiglieri e che non può più permettersi nessuna defezione.A palesare la sua critica a margine della seduta è il gruppo consiliare del Pd, e la segreteria cittadina.«Il sindaco ha illustrato il rimpasto di giunta, anticipato nei giorni scorsi da più fonti, nella sostanza qualcosa che non cambia alcunché e che però fa luce su un fatto, ovvero sulla solitudine volontaria del sindaco: la divisione e il riassetto delle deleghe non toglie e non aggiunge nulla a ciò che la cittadinanza ha potuto vedere in questi due anni. Se progetto civico è ciò che abbiamo visto allora o è fallito sul nascere o non lo è stato per nulla. A Palazzo Ducale non c’è politica, non c’è dialogo, non c’è sinergia tra consiglio e Giunta, c’è solo la volontà di un sindaco che cambia le carte solo per mostrare la propria autorità all’interno dell’amministrazione, perché al di fuori non vi è più da molto tempo».

leggi l’articolo su: La nuova Sardegna

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