I progressisti sardi chiedono maggiore attenzione verso i giovani pazienti psichiatrici

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Rafforzare il sistema psichiatrico nell’Isola – in particolare la neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, anche con l’obiettivo della prevenzione per i disturbi in età adulta – sostenere il lavoro di medici e operatori spesso precari che affrontano sovraccarichi di lavoro per la carenza di personale specializzato, incrementare le strutture territoriali per un’assistenza continua e costante, prevedere l’inserimento nelle equipe di figure fondamentali come quelle dello psicologo e dell’educatore professionale, istituire un coordinamento regionale dedicato.«La situazione è gravissima», sottolinea Francesco Agus, primo firmatario di un’interrogazione depositata dal gruppo dei Progressisti in Consiglio regionale: «In parte lo è da prima che la pandemia riducesse ulteriormente risorse e attenzione su questi pazienti spesso dimenticati, ora i problemi sono elevati a potenza per l’anno e mezzo appena trascorso».«Si parla tanto degli effetti dell’epidemia sull’economia oltre che sulla salute. Credo si debba fare un passo in avanti e affrontare il tema della salute psichiatrica. Si tratta di situazioni che colpiscono sempre più persone, in particolare tra i bambini e gli adolescenti, e su cui siamo impreparati per carenze logistiche, di personale e, spesso, di volontà politica». «Per farlo», continuano i Progressisti, «serve un ragionamento complessivo sulla situazione nell’Isola. In questi anni e nonostante le sollecitazioni arrivate da più parti, l’attuale maggioranza non si è mai occupata della neuropsichiatria infantile e dell’adolescenza: peggio ancora, se possibile, si ragione su interventi spot previsti nella legge omnibus, senza mai affrontare la questione nella sua complessità».“Ci sono cose che si possono e si devono fare subito: In primo luogo assumere nuovi dirigenti medici: a Cagliari, per fare un esempio, sono solo sei quelli attualmente in organico, mentre nelle strutture territoriali è in servizio solo la metà dei neuropsichiatri infantili necessari e un terzo degli psicologi rispetto a quanto previsto dalle leggi; è necessario poi assegnare spazi aggiuntivi per attività ambulatoriali e di ricovero e potenziare il personale del comparto anche attraverso la stabilizzazione del personale attualmente precario; importantissimo poi l’inserimento in organico delle figure dello psicologo e dell’educatore professionale sanitario. Chiediamo quindi al presidente della Regione e all’assessore alla Sanità se si stiano utilizzando anche in Sardegna gli strumenti normativi previsti per potenziare i servizi  territoriali e ospedalieri di Neuropsichiatria infantile e dell’adolescenza e garantire la prevenzione e la presa in carico multidisciplinare dei pazienti e delle loro famiglie anche in risposta ai bisogni di salute connessi all’emergenza epidemiologica in corso».

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