«Ora ha paura e non riesce a mangiare»

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Il papà e la mamma della giovane vittima del branco di ragazzini stanno aiutando il figlio a riprendersi dallo choc di Luca Fiori

10 Settembre 2021

TISSI. «Mio figlio ha undici anni e ora devo imboccarlo come quando ne aveva due. La notte non riesce a dormire per la paura e per il dolore e non potendo muovere il braccio dobbiamo aiutarlo anche vestirsi e ad andare in bagno». A una settimana di distanza dalla brutale aggressione la mamma e il papà dell’undicenne di Tissi selvaggiamente picchiato da un gruppetto di adolescenti mentre rientrava a casa da solo, sono ancora sotto choc per l’accaduto, ma stanno cercando di trasmettere sicurezza al loro secondogenito per aiutarlo a riprendersi dallo spavento.Stamattina i medici del reparto di Ortopedia dell’ospedale civile di Sassari dovranno rivalutare l’entità della doppia frattura al braccio e all’omero destro procurategli dai colpi degli aggressori. Per ora al ragazzino è stato prescritto l’uso di un tutore per trenta giorni, ma gli ortopedici vogliono capire se sia il caso di intervenire anche chirurgicamente.«Speriamo che si riprenda presto e riacquisti completamente l’uso del braccio e della spalla – spiegano i genitori nella piazza paese in cui è stato soccorso da un gruppo di mamme – e che possa riprendere a giocare a basket, lo sport che ha sempre praticato sin da piccolo».A poche centinaia di metri dalla piazza si trova la strada in cui si è verificata l’aggressione. «Era appena uscito da quella casa in cui vive l’amichetto – indica la mamma – quando dalla parte alta della via ha sentito dei ragazzi che urlavano e gli andavano incontro. Subito dopo si è ritrovato per terra – aggiunge la donna – e gli aggressori si sono accaniti contro di lui». Uno dei componenti del branco – hanno denunciato i genitori ai carabinieri – ha girato il braccio destro all’undicenne dietro la schiena e poi ha tirato forte fino a spezzarglielo in due punti. «Mamma sembravano ubriachi – mi raccontato mio figlio terrorizzato – e io avevo tanta paura. Poi gli hanno tirato un pugno in testa – aggiunge la donna – e sono andati via ridendo». In lacrime e con il braccio fratturato l’undicenne non ha avuto neanche la forza di prendere il telefono che aveva in tasca per avvisare i genitori. «Si è trascinato fino alla piazza piangendo – racconta il padre – e quando un gruppo di mamme lo ha visto in quello stato gli è andato incontro e dopo averlo tranquillizzato ci ha avvisato». Mentre i carabinieri della compagnia di Sassari stanno cercando di risalire ai responsabili, passando al setaccio le immagini di alcune telecamere, il papà e la mamma del ragazzino aggredito sperano che il paese collabori nella ricerca dei colpevoli. «Se qualcuno ha visto o sentito qualcosa – concludono – si rivolga a noi o ai carabinieri. Un fatto così grave non può passare impunito. Nostro figlio ha paura, se chi gli ha fatto così male avesse il coraggio di chiedergli scusa forse riacquisterebbe un po’ di fiducia nel prossimo».©RIPRODUZIONE RISERVATA

leggi l’articolo su: La nuova Sardegna

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