Una XIX edizione del Premio Maria Carta tutta sarda. Nei nomi dei premiati, Maria Luisa Congiu, Joe Perrino, Circolo Acsit di Firenze e azienda Numera spa – Gruppo Bper, e nel messaggio che quest’anno si è voluto lanciare: quanto sia importante l’identità sarda nel mondo, in un momento nel quale la cultura può incidere profondamente e positivamente a sostegno nell’agognata ripartenza post pandemica.

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Una XIX edizione del Premio Maria Carta tutta sarda. Nei nomi dei premiati, Maria Luisa Congiu, Joe Perrino, Circolo Acsit di Firenze e azienda Numera spa – Gruppo Bper, e nel messaggio che quest’anno si è voluto lanciare: quanto sia importante l’identità sarda nel mondo, in un momento nel quale la cultura può incidere profondamente e positivamente a sostegno nell’agognata ripartenza post pandemica.Ieri domenica 5 settembre a Siligo la piazza intitolata alla grande artista scomparsa nel 1994 ha ospitato ancora una volta il Premio, che dal 2003 è occasione per esaltare i profondi legami con la cultura, la musica e l’identità della Sardegna.«È un’edizione speciale in un momento ancora difficile. La musica e l’arte abbattono però tutte le barriere e il Premio Maria Carta riesce a lasciare un segno in un territorio ricco di cultura e tradizioni che dobbiamo valorizzare. Anche nel 2021 garantiamo un’attenzione alle eccellenze artistiche e imprenditoriali e alla presenza dei sardi fuori dall’isola», ha ricordato durante la lunga diretta tv su Videolina Leonardo Marras, presidente della Fondazione Maria Carta, che organizza la manifestazione, con il supporto dell’Amministrazione comunale di Siligo. Un Premio che il prossimo anno celebrerà il suo ventennale con un’edizione speciale. «E la faremo sempre qui, a Siligo», ha annunciato Marras.Ecco allora un omaggio ai sardi che vivono lontano dalla loro terra: immagini e suoni, in un video presentato in anteprima, sulle note di “No potho reposare”, melodia cantata da un gruppo di musicisti isolani conosciuti e apprezzati, con in apertura Paolo Fresu e la sua tromba flicorno, che ritorna nel finale per introdurre l’ultimo frammento con la stessa Maria e Andrea Parodi in una registrazione del 1993 quando eseguirono insieme la celebre canzone sarda. Fantafolk (Andrea Pisu launeddas e Vanni Masala organetto), Valeria Carboni e Nilo, Maria Giovanna Cherchi, Beppe Dettori e Raoul Moretti, Mamuthones e Issohadores pro loco Mamoiada, Luca Mascia dei Niera gli artisti che hanno partecipato al video, realizzato da Mauro Fancello, presenti domenica sera tranne Paolo Fresu, intervenuto con un saluto in remoto. «Tutto è nato da un’idea dei Fantafolk – ha spiegato ancora il presidente Marras –. È un omaggio a Maria Carta, la prima ad avere inciso “No potho reposare” nel 1978 per l’Rca Italiana, facendo conoscere il brano fuori dall’isola. Ma è anche un omaggio a tutti i sardi nel mondo che si riconoscono in questa canzone».Le istituzioni regionali erano rappresentate dal presidente del Consiglio Michele Pais: «Un onore essere qui. Il Premio esalta un’eredità culturale, quella di Maria Carta, a pieno titolo patrimonio della musica. Il settore ha sofferto molto. È giunto però il momento di metterci alle spalle tutte le limitazioni che anche e soprattutto gli artisti hanno dovuto subire con sofferenza. Oggi proviamo un senso di ripartenza che tutti i sardi attendevano».Tra gli ospiti padre Salvatore Morittu e il rettore dell’Università di Sassari Gavino Mariotti.I premiati. «Un premio emozionante, nel nome di una grandissima come Maria Carta. Lo voglio condividere con Pasqualino Puligheddu (il marito, portato via dal covid lo scorso dicembre, ndr). Oggi raccolgo da sola il frutto di quasi trent’anni di musica costruiti insieme, circondata però dall’affetto di tanti amici e soprattutto del pubblico sardo che mi trasmette forza ed energia», ha detto Maria Luisa Congiu. “Popolarissima e amata espressione del canto isolano. Le sue composizioni, pur vestendosi di nuove sonorità, mantengono negli arrangiamenti l’inconfondibile gusto della tradizione”, recita la motivazione. Alla cantautrice olianese il premio è stato consegnato da Gigi Carta, fratello di Maria. Poco prima Joe Perrino, all’anagrafe Nicola Macciò, “unica icona espressa dal rock generato in Sardegna” come ricorda la motivazione del premio, aveva ricevuto il riconoscimento dal presidente della Fondazione Maria Carta Leonardo Marras. «Sono commosso», ha confessato il rocker cagliaritano, visibilmente emozionato e vestito con la divisa dei Miliziani di Sant’Efisio. Una carriera, la sua, iniziata nel 1982. Tante le proposte musicali messe in piedi negli anni. «Una però è diventata quasi una missione. È il progetto “Canzoni di malavita”, giunto alla terza tappa con una nuova raccolta appena uscita in digitale e che con Flavio Piga alle tastiere e Alessio Olla alla chitarra, qui stasera con me, sto portando avanti e che facciamo con il cuore. Sono brani che descrivono un mondo dimenticato, quello dei detenuti». Sono stati il presidente del Consiglio regionale Michele Pais e il sindaco di Siligo Giovanni Porcheddu a consegnare al presidente Angelino Mereu il premio attribuito al Circolo Acsit (Associazione Culturale Sardi in Toscana) di Firenze. Presente Danila Murgia, componente del consiglio direttivo della Fasi (Federazione delle Associazioni Sarde in Italia). Riconoscimento anche a una delle eccellenze dell’imprenditoria isolana, la società Numera del Gruppo Bper, da 35 anni realtà consolidata ma anche produttiva palestra per le nuove leve dell’informatica in Sardegna. A ritirarlo sono stati il presidente Antonio Capitta, il direttore Francesco Chiari e il vicedirettore Carlo Mossa, con un passaggio di consegne da Antonello Fadda, titolare dell’azienda Character di Sassari, Premio Maria Carta nel 2020.All’evento musicale hanno inoltre partecipato numerosi e affermati artisti isolani: Federico Marras Perantoni, Beppe Dettori con Raoul Moretti, il tenore Su Populu Sardu di Oliena, la cantante Elisa Carta con Francesco Piu, il duo Fantafolk con Valeria Carboni, il balletto dell’associazione Kerkos e i Tazenda. La serata è stata affidata alla conduzione di Giacomo Serreli e Luca Gentile. Il pubblico ha potuto seguire accedendo in piazza in numero contingentato e nel rispetto delle prescrizioni anti covid.A tutti i premiati è stata donata una selezione del vino “Anninnìa”, bianco di cannonau, dedicato a Maria Carta. Il nome riprende il titolo di una canzone portata al successo dalla grande voce di Siligo. È prodotto dalle Cantine Bonamici di Mamoiada, che, dopo gli omaggi a Montanaru e Grazia Deledda, quest’anno ha scelto Maria Carta e Costantino Nivola per due sue nuove etichette. L’edizione 2021 del Premio Maria Carta è stata inserita nella programmazione del progetto Salude & Trigu della Camera di Commercio del Nord Sardegna. «La cultura e la musica fanno sempre economia, non dimentichiamolo. Il nostro territorio ha necessità di una promozione coordinata. Fare rete è importantissimo», ha ricordato la vicepresidente dell’ente camerale Maria Amelia Lai. Siligo ospita il museo dedicato a Maria Carta, recentemente riaperto alle visite dopo la chiusura imposta dall’emergenza pandemica, ma anche murales, suggestivi scorci del centro storico e la possibilità di effettuare escursioni in un ambiente incontaminato, oltre alle manifestazioni dedicate ai prodotti enogastronomici del territorio.

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