Chiaramonti senza medico di base

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In difficoltà 500 pazienti e il 12 scade il bando dell’Ats per un sostituto provvisorio
CHIARAMONTI. Da oltre una settimana ormai circa 500 pazienti di Chiaramonti non hanno più un medico di base a cui rivolgersi per qualsivoglia necessità che riguardi la propria salute. Questo esattamente dal 27 agosto, giorno in cui il medico di famiglia dottor Sandro Piras ha cessato la propria attività in paese per trasferirsi in altra sede senza che sia stato nominato un sostituto. Dopo numerose richieste parte dei cittadini interessati, l’amministrazione ha reso noto «di essersi messa da subito in contatto con i vertici della Assl di Sassari e con il presidente della conferenza sociosanitaria della provincia e che, a seguito di varie interlocuzioni, giovedì scorso l’Assl di Sassari ha pubblicato un avviso di conferimento di incarico provvisorio di assistenza primaria il cui bando scadrà il 12 settembre». Il Comune ha deciso di mettere a disposizione un immobile all’interno del centro sociale in via Brigata Sassari, per far sì che il medico sostitutivo abbia immediatamente uno studio. Ci sarà quindi da attendere l’iter, nella speranza che un medico di medicina generale manifesti da subito la propria disponibilità ad aprire ambulatorio a Chiaramonti per la zona d’ambito 1.5 ossia che, oltre Chiaramonti, comprende i paesi di Bulzi, Erula, Laerru, Martis, Perfugas e Sedini. Altrimenti i tempi si allungherebbero ulteriormente, visto che non è possibile avere un supplente (come si era inizialmente vociferato) fino al conferimento dell’incarico a un sostituto da parte dell’Ats.Nel frattempo crescono la preoccupazione e l’amarezza manifestata da molte persone, soprattutto anziane, a volte affette da patologie croniche, che non sanno a chi rivolgersi per la prescrizione delle ricette senza le quali non è possibile ottenere i farmaci per la terapia da seguire. Resta in piedi il servizio di guardia medica ma ad esso ci si potrà rivolgere per consulti urgenti e per la prescrizione di farmaci importanti, i cosiddetti “salvavita”. I cittadini interessati si augurano quindi una risoluzione nel più breve tempo possibile anche perché ormai gli altri medici dello stesso ambito presenti nel territorio difficilmente potrebbero assorbire un numero così alto di pazienti. «L’amministrazione comunale _ confermano dal Comune _ ha fatto e farà di tutto per far sì che i nostri 500 pazienti non rimangano senza un medico generale di base».Letizia Villa

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