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La Città di Sorso rende omaggio alla memoria del compianto enologo Giacomo Tachis (morto a Firenze il 6 febbraio 2016), uno dei padri fondatori dell’enologia italiana, che nel corso della sua esistenza ha dato lustro al territorio della Romangia, ove ha operato con maestria, mettendo a dimora circa venti ettari di vigneti che disegnano la Tenuta Asinara in località Marritza, contribuendo in maniera determinante alla produzione di vini pregiati con utilizzo di uve autoctone come il Vermentino di Sardegna e il Cannonau, insieme ad uvaggi internazionali come il Syrah, il Cabernet Sauvignon, il Cabernet Franc e il Merlot.A lui è stata intitolata la strada di penetrazione agraria attualmente priva di onomastica e numerazione civica nell’area denominata “Serra di ra Jaga” in località Marritza. Ieri la cerimonia di apposizione della targa segnaletica alla presenza del sindaco Fabrizio Demelas, della figlia dell’enologo Ilaria Tachis e di alcuni familiari, alla quale hanno preso parte anche il patron della Tenuta Asinara Roberto Sassu, una delegazione del Consiglio comunale, il consigliere regionale Antonello Peru, il commissario straordinario della Provincia di Sassari Pietrino Fois, il presidente dell’Asi Valerio Scanu, il comandante provinciale del Corpo Forestale Giancarlo Muntoni, il maresciallo della Stazione dei Carabinieri di Sorso Gian Luca Porcheddu, la comandante della Polizia locale di Sorso Maria Luisa Masala e il parroco di San Pantaleo Don Luca Collu.Una cerimonia di gioia e commozione nel ricordo di un “uomo visionario che ha amato tantissimo questa Isola considerandola il posto che più lo avvicinava a Dio”, come sottolineato dalla figlia Ilaria.
Per tutti è stato “l’uomo del Rinascimento del vino italiano nel mondo”, “il principe dell’enologia”, artefice, padre e inventore dei “SuperTuscans” come Tignanello, Solaia, Sassacaia e dei sardi Terre Brune e Turriga.
Alla Sardegna, che battezzò come “Isola della Natura” perché terra capace di risvegliare quel rapporto unico e intimo dell’uomo con la natura, Tachis dedicò molte attenzioni guidandola in un’evoluzione enologica senza precedenti, valorizzando territori tanto diversi tra loro e seguendo l’intera filiera produttiva dall’inizio alla fine, insegnando che la figura dell’enologo, come garante della qualità del vino prodotto, deve intervenire in ogni fase del processo produttivo: territorio, vigna, cantina e mercato. Il sole e il clima costiero erano per lui fattori indiscutibili che donano all’uva che nasce dalle terre insulari un carattere forte e da ricercare e, dopotutto – sottolineava – la vigna è una pianta mediterranea e per la sua evoluzione nessun ecosistema è migliore dell’isola.“È per tutte queste motivazioni che l’Amministrazione comunale ha inteso procedere all’intitolazione di questa strada a Giacomo Tachis – ha detto il Sindaco Fabrizio Demelas – non una strada qualunque ma una strada tra le campagne, un luogo umile come lo era lui, una strada che attraversa i luoghi che lo hanno visto protagonista con il suo lavoro e con la sua straordinaria e visionaria professionalità, dando lustro alla Sardegna, alla Romangia, alla Città di Sorso e a tutti noi, ai quali ha insegnato con l’esempio, tra le altre cose, che ‘il vino, dalla pigiatura al consumo, è qualcosa di vivo’, e che quindi come tutte le cose vive, belle e buone deve esprimere una sua anima, ‘che non può essere oltraggiata mai, nemmeno per esigenze di mercato’”.

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