Sassari, notti nel delirio in piazza Pescheria

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I residenti esasperati raccontano la “mala movida” che quotidianamente si sviluppa in quella zona del centro storico Andrea Massidda

06 Settembre 2021

SASSARI. Schiamazzi sino all’alba, interminabili gare di karaoke dall’infimo profilo artistico, stradine disseminate da cocci di bottiglia, ma anche serrande dei negozi trasformate in orinatoi e ingressi dei palazzi utilizzati per vomitare l’alcol consumato in eccesso. È l’impietosa fotografia fatta dagli abitanti e dai commercianti di quella zona del centro storico compresa tra via Lamarmora e piazza Pescheria – quindi al confine con la più blasonata e tranquillamente vissuta piazza Tola –, dove stando a svariati e dettagliati racconti le notti estive sono all’insegna della cosiddetta mala movida. «Stiamo vivendo un incubo – rivela un residente che, proprio come gli altri suoi vicini di casa, preferisce mantenere l’anonimato per timore di ritorsioni –, praticamente viviamo circondati da circoli e pseudo bar che sono il punto di riferimento per urlanti e stonati cantori, ma per ragazzini, spesso minorenni, che si spostano come orde impazzite di scimmie urlatrici, si ubriacano, vomitano l’impossibile, spaccano bottiglie e, appena si fa buio, aprono regolarmente il mercatino della droga».Una situazione non più tollerabile, a sentire le lamentele dei residenti, che chiedono più controlli da parte delle forze dell’ordine e il rispetto delle elementari regole di convivenza civile. «Dello stato in cui si riducono le strade sono chiaramente testimoni gli operatori che si occupano delle pulizie al mattino – aggiunge un altro residente del quartiere –, le manifestazioni di pavoneggiamento nei confronti delle ragazze vanno dal prendere a pugni le serrande dei negozi oppure urinarci direttamente, con lo sconforto dei pochi negozi che ancora aprono e ogni mattina devono dotarsi di secchi d’acqua e pulire». La sensazione degli abitanti esasperati è che tutti i frequentatori della zona non risiedano nelle vicinanze, ma arrivino da altri rioni o dai paesi dell’hinterland.Soltanto ragazzate? Non esattamente, stando ancora alla testimonianza di chi subisce queste torture notturne. Come una donna che ammette di non poterne davvero più: «Dopo che i giovanissimi si sono calmati, si fa per dire, iniziano quelli più grandicelli, che non di rado replicano il comportamento dei ragazzi con l’aggiunta di grandi litigate non solo verbali. Se va bene alle 4 o 5 del mattino gli ultimi ubriachi discutono di covid urlando come se fossero allo stadio assolutamente incuranti degli abitanti della zona che dovrebbero in teoria dormire».Un degrado inaccettabile, dunque. Eppure denunce, esposti e comunicazioni non sono mancate. «Si parla tanto di riqualificare il centro storico ma un residente che magari ha acquistato e ristrutturato una casa rimane inascoltato», dice un altro abitante –, mi chiedo sinceramente se quello che succede in questa parte della città sarebbe tollerato in altri quartieri?».

leggi l’articolo su: La nuova Sardegna

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