Cluster nel campo rom: un decesso

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Positiva anche una partoriente, ieri pomeriggio lo screening di massa all’interno della comunità ortodossadi Luigi Soriga

04 Settembre 2021

SASSARI. La possibilità di un cluster esteso nel campo nomadi di Piandanna è molto elevata. Ieri mattina i medici sono andati nella comunità ortodossa per effettuare uno screening di massa e verificare quante persone risultino positive alla prova dei tamponi. Solo oggi però si potranno conoscere gli esiti. Nel frattempo però i segnali sono tutt’altro che confortanti. Infatti uno dei rom che era stato ricoverato nei giorni scorsi, prima in Malattie Infettive e poi nella terapia intensiva covid, proprio la notte scorsa è deceduto per l’aggravarsi delle sue condizioni respiratorie. L’uomo, che non era vaccinato e aveva contratto la variante delta del virus, era stato intubato e tenuto in vita attraverso la ventilazione forzata. Purtroppo però aveva problemi di obesità, e le terapie intensive non sono bastate ad arginare tutta una serie di complicanze. Sempre ieri sera una ragazza proveniente dal campo di Piandanna, comunità ortodossa, è risultata positiva al tampone effettuata all’accesso nel reparto di Ostetricia delle Cliniche di San Pietro. La donna infatti aveva le doglie e doveva partorire. Sia la rom che il figlio stanno bene, ricoverate in isolamento finché non si negativizzeranno.Purtroppo però i due casi indicano chiaramente una situazione critica nell’area di Piandanna. Non si sa quanti siano i residenti già vaccinati, ma si teme non siano tanti. Il focolaio era già attivo da una settimana, e ufficialmente il numero dei positivi, sino a due giorni fa, era di tre persone. Invece altri quattro rom erano in quarantena volontaria, perché appartenenti agli stessi nuclei familiari.Il campo è diviso in due comunità, quella musulmana e quella ortodossa. Per quanto riguarda il primo versante non sono stati riscontrati casi di positività al virus. Il cluster invece si è sviluppato nella parte ortodossa, con una quarantina di componenti.Nei giorni scorsi i volontari della protezione civile avevano provveduto a distribuire ai nomadi viveri e beni di prima necessità, proprio per evitare che fossero costretti a lasciare l’area di Piandanna, col rischio di diffondere ulteriormente i contagi.Ieri pomeriggio, invece, dopo aver ottenuto il consenso da parte delle famiglie ospiti nella struttura, i medici hanno potuto effettuare i test ai quaranta residenti. I risultati, che si conosceranno solamente oggi, potranno determinare la reale entità del cluster.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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