«Nove paesi sono senza il pediatra»

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Chiusi molti ambulatori del Goceano: interrogazione di Leu in consiglio regionale
BONO. In Goceano è ancora allarme sanità. Dopo la critica situazione dei paesi di Benetutti e Nule dove, nel mese di agosto, per sedici giorni la guardia medica è rimasta chiusa per assenza di medici, adesso è il turno dei pediatri. Tutto il Goceano, dove operavano due figure professionali in ruolo provvisorio, si ritrova senza medici per i propri bambini. I comuni senza assistenza medica sono ben nove: Bono, Benetutti, Bultei, Anela, Nule, Esporlatu, Illorai, Burgos e Bottidda. «Numerosi cittadini dei comuni più piccoli dell’interno si sono trovati improvvisamente senza assistenza primaria per l’improvvisa chiusura degli ambulatori di Pediatria, Medicina generale e guardia medica dovuta alla mancanza di medici. Nel giro di qualche mese – ha sottolineato il consigliere e capogruppo di Leu Daniele Cocco – mancheranno i medici di base e di guardia medica in diverse sedi».Con un’interrogazione diretta al presidente della Regione Christian Solinas e all’assessore alla Sanità e Igiene pubblica Mario Nieddu, Daniele Cocco ed Eugenio Lai, hanno presentato il problema chiedendo una «seria rivalutazione dell’organico di tutte le strutture sanitarie e assistenziali del Distretto di Ozieri basato sull’effettivo fabbisogno assistenziale e non su valutazioni esclusivamente contabili e di opportunità». In particolare, si chiede una risoluzione al problema dei due ambulatori di pediatria che servivano i nove comuni del territorio del Goceano. Anche il Poliambulatorio di Bono non se la passa bene. «Da diversi mesi – ricordano Cocco e Lai – i servizi di Igiene e sanità pubblica e Diabetologia del poliambulatorio di Bono sono stati interrotti, determinando gravissime problematiche per i pazienti, appartenenti purtroppo ad una fascia particolarmente debole e vulnerabile. Anche il servizio di assistenza integrativa e accertamento di invalidità civile e handicap del poliambulatorio di Bono risulta interrotto da quasi un anno, con gravissimi disagi per i cittadini nell’accedere alla fondamentale assistenza per il riconoscimento dell’invalidità in tempi adeguati». Elena Corveddu

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