Dialogo con Eni per il territorio

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Votato l’ordine del giorno su bonifiche e investimenti: una commissione di vigilanza sugli appaltidi Gavino Masia

02 Settembre 2021

PORTO TORRES. È necessario promuovere un’azione politico-amministrativa permanente coinvolgendo il territorio, la Regione e tutti i parlamentari sardi per difendere gli investimenti e il lavoro nell’area industriale della Marinella. É questo il pensiero espresso dal sindaco e dai consiglieri comunali di tutti i gruppi politici durante la seduta consiliare di ieri mattina. I temi delle bonifiche industriali e la richiesta di una commissione di vigilanza sugli appalti erano contenuti nell’ordine del giorno presentato dai consiglieri di opposizione che, a conclusione del dibattito, è stato modificato in parte nel dispositivo finale (su richiesta della maggioranza) e approvato all’unanimità dal consiglio. «I partiti e i movimenti della minoranza del consiglio comunale di Porto Torres chiedono – si legge nel dispositivo –, così come previsto nel Protocollo d’intesa, l’insediamento urgente della commissione di vigilanza e controllo sugli appalti e sul crono programma dei lavori, così come previsto nell’Addendum al protocollo per la “Chimica Verde”, affinché si possa estendere l’attività della Commissione stessa anche a tutte le altre attività esterne all’ex petrolchimico. Chiediamo inoltre che cosa sia stato dell’impegno di Eni relativo alla formazione delle imprese locali, affinché possano partecipare agli appalti che la multinazionale bandisce».La tutela delle imprese locali e dei lavoratori nel sistema delle gare di appalto dell’area industriale rimane dunque la priorità da portare avanti. «Per cercare di modificare le cose dobbiamo produrre un Accordo di programma sull’industria che sia realmente efficace – ha sostenuto il sindaco Massimo Mulas – e il tipo di commissione di vigilanza deve essere territoriale per poter avere efficacia: Eni deve essere messa in condizione di avere uno strumento che imponga alla stessa multinazionale dei vincoli per la tutela industriale di questo territorio. Ci vogliono azioni di carattere propositivo e non bisogna assolutamente dividersi su temi importanti per lo sviluppo economico». Il capogruppo sardista Bastianino Spanu ritiene che quella delle bonifiche sia la madre di tutte le battaglie: «I vertici Eni hanno capito la debolezza della politica del Nord Sardegna, a cui si aggiunge la totale assenza della Regione, e in questo momento c’è necessità di dare risposte sul perché non sono stati rispettati i protocolli sui progetti di riqualificazione industriale».Da una rilettura del protocollo del 2011 e del suo ridimensionamento rispetto agli impegni assunti, secondo Antonello Cabitta del Pd, si «evince che il responsabile maggiore in tutti questi anni è stata la Regione. Ora per cambiare percorso è fondamentale coinvolgere la Regione e i parlamentari sardi, per constatare se esiste realmente una unità d’intenti sui progetti industriali». Per Michele Bassu, del gruppo misto, «questo problema deve arrivare sul altri tavoli per far valere le esigenze del territorio: Eni è un interlocutore attivo e reattivo, al contrario di altre società che sono scappate dall’area industriale».

leggi l’articolo su: La nuova Sardegna

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