Nel giardino di via Torino un degrado lungo 40 anni

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Residenti e commercianti: «L’area è uno sconcio e inutilizzata, riqualifichiamola» Il Comune la espropriò per creare verde e parcheggi, ora è il regno dei topi di Paoletta Farina

01 Settembre 2021

SASSARI. Una ferita aperta nel cuore della città, a pochi passi da via Roma. È il “giardino”, o meglio quello che ne è rimasto, tra via Torino, via Zanfarino e via Tempio. Chiuso da recinzioni e un cancello arrugginiti, inutilizzato da quasi quarant’anni, diventato per decenni regno di sbandati e tossici e adesso di colonie di topi e gatti.«Uno sconcio, una vergogna. Sono decenni che ai cittadini viene offerto un panorama desolante, invece di promuovere la riqualificazione e il riutilizzo di un’area che proprio per la sua centralità potrebbe diventare un luogo di socializzazione, un polmone verde». Sono i commenti sdegnati dei residenti del rione e dei commercianti per il degrado in cui si trova il giardino, da quarant’anni di proprietà comunale dopo l’esproprio al privato avvenuto nei lontani Anni Settanta. Quarant’anni in cui le amministrazioni comunali non sono mai riuscite a farne uno spazio a disposizione della città, lasciandolo uno spiazzo incolto e deprimente.Della palma che svettava al centro non è rimasto che il tronco tagliato. Di verde ci sono solo cespugli ed erbacce che periodicamente vengono tagliate per evitare diventino innesco di incendi. La pavimentazione è ormai un ricordo, restano invece ammassati in un angolo cumuli di mattonelle che non si capisce a cosa servano. Il cartello giallo “Autocarri in manovra”, installato al momento dell’inizio dei lavori, continuando di questo passo diventerà un reperto archeologico. Una parte del terrapieno su cui si estende il giardino, di fronte al poliambulatorio Asl di via Tempio e all’angolo con via Zanfarino, da mesi è transennata perché le piogge hanno provocato smottamenti e lesioni nel muro di contenimento.E poi ci sono i due fatiscenti edifici, questi di proprietà privata, sui lati di via Tempio e via Torino, a fare da desolante quinta al giardino. Ex magazzini, un tempo sede di attività, ora sono puntellati perché i soffitti non cadano, gli ingressi sono stati murati per evitare intrusioni, gli intonaci scrostati stanno cadendo a pezzi e travi di legno tengono su una delle facciate. Una messa in sicurezza obbligatoria, ma che rende il luogo ancora più sconfortante. «Possibile che in quarant’anni non si sia mai trovata una soluzione a questa indecenza – si lamentano gli abitanti – ? Perché il Comune non ha mai realizzato un intervento di recupero per valorizzare una zona così centrale della città? Non è decoroso che uno spazio con grandi potenzialità resti precluso alla comunità e in queste condizioni».

leggi l’articolo su: La nuova Sardegna

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