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 ARGENTIERA (SS) I fotografi Nicola Lo Calzo e Antonio Mannu e i registi Lisa Reboulleaue”e Daniele Atzeni sono gli ospiti del secondo weekend di “Asincronie, il festival del cinema documentario e d’autore e della fotografia organizzato dall’associazione 4Caniperstrada, con il sostegno della Fondazione di Sardegna e il patrocinio del Comune di Sassari, in collaborazione con Cineteca Sarda-Società Umanitaria e Cinemateque de Bretagne.Da venerdì 3 settembre a domenica 5, intorno al vecchio Pozzo Podestà si alterneranno incontri con gli autori, proiezioni dei film dei registi ospiti – e di “Omelia contadina” di Alice Rohrwacher e “Honeyland” dei registi macedoni Ljubomir Stefanov e Tamara Kotevska – e la sonorizzazione live di “La fosse d’Arcy” di Henri Lacroix a cura di Luigi Frassetto.La seconda edizione di Asincronie approfondisce la riflessione sui temi del lavoro e della memoria, dell’autodeterminazione dei popoli e delle comunità, del rapporto tra uomo e ambiente. Catalizzatore di tutti gli eventi, l’ex borgo minerario dell’Argentiera, perché “Asincronie”, spiega l’associazione 4Caniperstrada, è un «festival nato per valorizzare uno dei luoghi periferici del territorio di Sassari più ricchi di storia e per contribuire alla sua riqualificazione».In quest’ottica, il festival organizza anche un pranzo-incontro, sabato 4 settembre, con il fotografo Nicola Lo Calzo, per avvicinare autori e spettatori e promuovere i prodotti del territorio (agriturismo Finagliosu di Palmadula, solo su prenotazione: 4caniperstrada@gmail.com).Fotografo e ricercatore torinese, Nicola Lo Calzo è anche il protagonista del primo appuntamento di venerdì 3 settembre (alle 18.30, Pozzo Podestà), durante il quale presenterà il progetto Cham, a cui sta lavorando dal 2010, «un tentativo di raccontare le memorie della tratta degli schiavi dal punto di vista delle comunità afro-discendenti», che finora ho coinvolto più di dieci paesi tra Africa, Europa, Caraibi e Americhe. Sabato (dalle 11) all’agriturismo Finagliosu, parlerà invece dell’uso del libro fotografico come strumento privilegiato di costruzione narrativa, a partire dal suo Binidittu (L’Artiere edizione), realizzato con il designer Ramon Pez, che riflette sulla condizione dei migranti sub-sahariani attraverso la figura del primo santo nero della storia, San Benedetto il Moro.Venerdì 3 settembre (dalle 21.30) sono in proiezione “Omelia contadina” di Alice Rohrwacher e “Honeyland” di Ljubomir Stefanov e Tamara Kotevska. Sabato 4 settembre, dopo l’incontro della mattina con Lo Calzo, alle 19 si parlerà della rappresentazione della realtà nel cinema documentario con il regista di Iglesias Daniele Atzeni, di cui alle 21.30 sarà proiettato il documentario “Inferru” (2019), che racconta, attraverso un ampio utilizzo di materiale d’archivio, il lavoro nell’ex zona mineraria del Sulcis Iglesiente.Poi la regista francese Lisa Reboulleau presenta il suo film “L’ultimu sognu” (2019), sulle credenze della civiltà contadina in Corsica, e Luigi Frassetto (insieme a Marco Testoni e Giole Lumbau) sonorizza live “La fosse d’Arcy” di Henri Lacroix, un filmato amatoriale del 1935, custodito negli archivi della Cinemateque de Bretagne, che mostra il lavoro in una miniera di carbone nel nord della Francia.Domenica 5 settembre, alle 18.30 il fotografo Antonio Mannu ripercorre nell’incontro Sas meas orminas selenas – Le mie orme silenziose le tappe più significative della sua carriera: dal reportage sulla Kumbh Mela, l’evento più importante dell’induismo, alla serie fotografica “I sardi nel mondo”.

leggi l’articolo su: Sardegna Reporter

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