Le aree interne alzano la voce

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Documento condiviso da tutti i sindaci su Pnrr e sviluppo: «Ecco i nostri problemi da risolvere»
SASSARI. Le aree interne del nord ovest alzano la voce. E, in attesa del documento che nei prossimi giorni verrà elaborato dalla Provincia, con Pietrino Fois impegnato a fare sintesi delle priorità individuate dai sindaci di tutto in nord dell’Isola, dal Tips e delle associazioni di categoria, mette insieme una proposta unitaria per utilizzare al meglio i fondi del Pnnr, il piano nazionale di ripresa e resilienza, declinando le ormai famose sei missioni in azioni utili per il rilancio di un territorio strategico, con grandi opportunità e grandissime difficoltà. Tutto racchiuso in un documento denso e corposo, venuto fuori da un partecipato incontro tenutosi il 20 agosto a Borutta.Presenti l’unione dei Comuni dell’Anglona e Bassa Valle del Coghinas con Tiziano Lasia, quella del Coros con Carlo Sotgiu, quella del Logudoro con Giuseppe Ibba, del Meilogu con Silvano Arru e del Villanova con Alessandro Mura. Poi la Comunità Montana Goceano con Franco Furriolu e il Comune di Ozieri con il sindaco Marco Murgia.«Riteniamo che sia assolutamente necessario – si legge nel documento – che gli interventi da programmare con le risorse del Pnrr si pongano il fondamentale obiettivo di combattere lo spopolamento delle aree interne del Nord Ovest innescando una inversione di tendenza positiva che possa migliorare la qualità della vita dei residenti, attrarre dall’esterno investimenti delle aziende, creare nuove imprese in grado di realizzare sviluppo e occupazione, favorire lo sviluppo di solidi processi di internazionalizzazione per le produzioni e i servizi locali».Da qui si declinano una serie di proposte. Relative a Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo, rivoluzione verde e transizione ecologica, con una parte dedicata alla valorizzazione e alla difesa del patrimonio naturale e al rafforamento della biodiversità, un capitolo dedicato alla viabilità rurale e forestale. Poi uno alla tutela del territorio e della risorsa idrica, con accento sul varo di un sistema integrato delle acque per gli usi irrigui nel campo di Ozieri, nella piana di Santa Lucia di Bonorva e San Saturnino nell’alta Valle del Tirso e in parte della Gallura, atteso dagli anni ’80, con la realizzazione degli invasi sul Rio S’Eleme (Monti) e delle dighe di Sa Contra Ruja e del Buttule-Calambru e potenziamento della diga “Monte Lerno” in agro di Pattada. «Occorre fare definitivamente chiarezza, confermando e attuando gli impegni richiamati nei tanti provvedimenti nazionali e regionali o programmando realisticamente interventi alternativi alla realizzazione delle dighe, che comunque diano risposte adeguate per favorire l’irrigazione di soccorso del settore vitivinicolo e la fornitura idrica adeguata a favore delle aziende agro zootecniche».Si parla poi di efficientamento, messa in sicurezza e sviluppo della viabilità secondaria, con, per citare alcuni interventi richiesti, completamento della Abbasanta/Olbia, rettifica della SS 128 bis per collegamento fra la Sassari/Olbia e l’Abbasanta/Olbia, rettifica della SS 132 per collegamento fra la Sassari/Olbia e la Sassari/Tempio, completamento dei collegamenti Goceano–Olbia. E di investimenti sulla rete ferroviaria con la messa in sicurezza della tratta Alghero-Sassari-Tempio-Palau, e riqualificazione ristrutturazione delle stazioni ferroviarie.Spazio poi a istruzione, formazione, ricerca e cultura, e alla ricerca scientifica applicata e finalizzata allo sviluppo economico, con investimenti necessari per e riattivare le attività di ricerca scientifica al comparto del cavallo e sulle produzioni locali food e no food. E ancora: coesione territoriale con il rafforzamento delle Zes e reti di prossimità e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale. (g.bua)

leggi l’articolo su: La nuova Sardegna

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