Centro di riuso, patrimonio da difendere

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In scadenza la gestione della struttura di via Montello, affidata dal 2018 ai sanpaolini dell’Emporio della Solidarietàdi Giovanni Bua

28 Agosto 2021

SASSARI. Un gioiello che si nutre di solidarietà e volontariato e offre aiuti a decine di nuclei familiari in difficoltà, e che spera di riuscire definitivamente a decollare. Si tratta del centro di riuso di via Montello, 246 metri quadrati messi a disposizione del Comune dall’inizio del 2018, per un progetto unico in Sardegna: un luogo aperto alle donazioni di arredi di ogni tipo (sono arrivate anche cucine complete), accessori, libri, soprammobili, giochi per l’infanzia, che i volontari che hanno in gestione il centro catalogano, riordinano, riusano e donano alle famiglie, indicate dai servizi sociali comunali. Un modello, che il Comune finanzia con un contributo di 25mila euro l’anno, che vede in prima fila, fin dall’apertura, il gruppo sanpaolino dell’Emporio della Solidarietà che, dopo essere stata aiutata nel 2018 dall’associazione Chiesa cristiana Solu a Deus sa Gloria, dal 2019 gestisce in solitaria il servizio che di fatto è diventato una sua «creatura».Una creatura che marcia con le stesse «regole di ingaggio» dell’Emporio della chiesa di San Paolo, anche lui unico in Sardegna: un luogo dove le famiglie in difficoltà, che di solito si rivolgevano alla parrocchia di San Paolo Apostolo, in via Besta, ricevono aiuti non sotto forma delli classici pacchi, ma in prodotti da acquistare, con schede a punti. Punti assegnati dallo stesso Emporio a seconda della composizione del nucleo familiare, sufficienti per almeno due spese al mese e integrabili offrendo il proprio lavoro in parrocchia, o nel centro di riuso di via Montello. Un’idea di solidarietà attiva molto coinvolgente che però si sta scontrando con il successo sempre crescente del Centro di via Montello, con i volontari che teoricamente dovrebbero garantire tre giornate di apertura settimanali, con un impegno di 25 ore, che però finisce regolarmente per raddoppiarsi e diventare un lavoro a tempo pieno per molti.Un problema serio, che per ora si è risolto grazie alla tenacia del gruppo dei sanpaolini, che hanno instaurato un ottimo rapporto di collaborazione con il Comune, ma che alla lunga potrebbe minare l’equilibrio del progetto. A cui magari si potrebbero destinare più risorse o almeno del personale stabile, in arrivo magari dai Puc, i progetti di utilità collettiva destinati ai percettori del reddito di cittadinanza.La questione non è semplice e, come ogni anno, la manifestazione di interesse per affidare la gestione del centro per il biennio 2021-2022 non sta facendo proseliti. La scadenza delle domande è fissata per il 29 agosto e, fino ad ora, solo l’Emporio ha sempre risposto all’appello. La speranza di tutti è che anche quest’anno una soluzione si trovi, anche se per ora l’avviso pubblicato nel sito del Comune di Sassari ricalca quello degli anni precedenti, e che il mondo dell’associazionismo cittadino risponda presente.

leggi l’articolo su: La nuova Sardegna

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