«Salviamo l’antica locomotiva del Latte Dolce»

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L’associazione “Sassari si muove”: un ammasso di ruggine l’Ansaldo Breda simbolo del quartiere
SASSARI. I gatti, che l’hanno eletta come rifugio nel quale accoccolarsi indisturbati, sono rimasti stupiti quando l’altra sera hanno visto i volontari dell’associazione “Sassari si muove” arrivare e appendere striscioni sulla storica locomotiva che, nello slargo di via Lago di Baratz, è un simbolo del quartiere di Latte Dolce. Hanno sgranato gli occhi, i mici, e sono andati via, mentre il gruppo di soci dava il via a un’azione che vuole portare all’attenzione di tutta la città le disastrate condizioni in cui si trova la vaporiera a carbone Ansaldo Breda 740 071, fabbricata nel periodo tra il 1911 e il 1913 e arrivata sulla linea a scartamento ordinario delle Ferrovie dello Stato negli anni Venti: sta diventando un ammasso di ruggine e se non si interverrà rischia di scomparire un monumento di archeologia industriale. La locomotiva è una delle più antiche presenti nell’isola dove ne esistono solo altri due esemplari, ma da diversi anni non è più stata oggetto di manutenzione. “Sassari si muove” lancia quindi un appello al Comune perché trovi le risorse per un restyling dell’Ansaldo Breda. «Siamo convinti che non occorra una somma importante per salvare dal degrado la locomotiva – spiega la vicepresidente Marcella Piras –. Diversamente, siamo pronti noi stessi, una volta autorizzati, ad attivarci per scongiurare che si perda un pezzo di storia cittadina. Ma è urgente darsi da fare, perché le condizioni della carrozzeria peggiorano di giorno in giorno».Negli striscioni si fa sentire la “voce”della vecchia vaporiera a carbone che grida aiuto: “soggu frazziga” “aggiuddeddimi”, “sono stata abbandonata”, “chi mi rifà lo smalto?”, “ridatemi nuova vita”. E i residenti hanno molto apprezzato l’iniziativa dell’associazione, ringraziandola e promettendo che vigileranno perché gli striscioni non vengano portati via. È dalla metà del 1970 che la locomotiva è esposta a Latte Dolce. La Cooperativa edile “Strade ferrate sarde”, che realizzò il complesso di case per ex ferrovieri e lavoratori del settore dei trasporti, quando si sciolse la donò al Comune. I soci l’avevano acquistata dalle Ferrovie dello Stato per trenta milioni di vecchie lire.L’obiettivo era di farne un monumento in memoria degli autoferrotranvieri caduti sul lavoro e una targa li ricorda. Ma anche di farla diventare un’attrattiva per i sassaresi e non solo. Ma senza una mano di antiruggine e vernice rischia di essere solo un monumento all’incuria.

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