Ippodromo, niente corse «Torneremo in autunno»

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Gli ispettori ministeriali tolgono l’agibilità e salta il programma estivo di galoppo Il presidente Scarpa: «Al lavoro per risolvere i problemi e rilanciare l’impianto»di Giovanni Bua

26 Agosto 2021

SASSARI. La seconda giornata della riunione estiva di galoppo sospesa dopo la prima corsa, per problemi di sicurezza alla pista. La terza spostata a Chilivani, dopo un tira e molla con il Mipaaf, culminato con un sopralluogo “pesante” a fine luglio. Con i tecnici del ministero arrivati direttamente da Roma che hanno dichiarato la pista inagibile e mosso una serie di rilievi che di fatto hanno messo fine alla stagione ippica estive sassarese. I lavori iniziati immediatamente, e ancora in corso, con la speranza di essere pronti per ottobre, per recuperare almeno alcune delle giornate di corsa saltare e non perdere il montepremi, già pesantemente ridotto negli ultimi anni.Non è stata una bella estate quella dell’ippodromo Pinna, chiamato al rilancio con un fitto calendario di gare in programma a luglio e agosto e sprofondato in una serie di problemi reali, come quelli della pista, rifatta di recente, e malamente rattoppata dopo la prima giornata, creando pericoli nella curva grande che ha portato alla sospensione della giornata del 2 luglio dopo una sola corsa e una protesta dei fantini. Ma anche strumentali, con alcuni rilievi del Mipaaf che sono apparsi decisamente punitivi. «Certamente non ci aspettavamo che ci contestassero il posizionamento del palo dell’arrivo che è lì da 40 anni – sottolinea Giancarlo Scarpa, presidente della Società Ippica sassarese in carica da ottobre 2020 – o chiedessero la presenza in loco della ambulanza veterinaria, che come tutti gli ippodromi affittiamo nei giorni di corsa. Ho come avuto l’impressione che ci fosse un’idea precostituita, una voglia di chiudere l’impianto che mi ha preoccupato. Ma alla fine ha prevalso il buon senso e ci siamo messi subito al lavoro per ripartire in autunno».La situazione non è delle più semplici: «Le risorse sono limitate – continua Scarpa – e i fondi ministeriali che dovevano arrivare a gennaio ci sono stati accreditati a luglio, e solo al 30 per cento. Fortunatamente abbiamo organizzato il festival del gusto internazionale di luglio, che ci ha permesso di raccogliere un po’ di risorse che adesso stiamo usando per rimettere a posto pista e impianto. D’altronde la possibilità di ospitare eventi è una delle nostre caratteristiche. E penso che questa opportunità vada sfruttata al meglio».Il core business resta però quello delle corse, e la cancellazione della riunione estiva è stata una bella mazzata. «Sicuramente – continua il presidente, 58 anni, già consigliere del consiglio di amministrazione della società che gestisce l’impianto di proprietà del Comune da 15 anni –, però contiamo di recuperare a ottobre. Abbiamo spostato una giornata a Chilivani, parleremo con Villacidro per sfruttare al meglio il calendario autunnale. Il mondo ippico isolano deve lavorare in sinergia per essere più forti e aiutarsi nei momenti di difficoltà». Nonostante l’estate da dimenticare Scarpa rimane comunque ottimista e intenzionato a portare avanti il nuovo corso, iniziato il 31 ottobre 2020, quando ha preso il posto alla presidenza di Peppino Pala, trentadue anni in sella che, alla soglia degli ottant’anni di età, ha deciso di cedere le redini a quello che considera il suo erede naturale. «Abbiamo aperto un proficuo dialogo con il Comune, proprietario dell’impianto e con la Regione. Abbiamo un bell’impianto, e una grandissima tradizione. E inoltre quello di Sassari è l’unico ippodromo sardo che svolge le corse al galoppo anche in notturna e punteremo molto su questa peculiarità».

leggi l’articolo su: La nuova Sardegna

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