Nuova veste per il centro diurno per disabili

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Cento volontari stanno riqualificando la struttura di Sorso gestita dalla cooperativa San Damiano
SASSARI. In queste settimane, ospitati dalla Parrocchia Santa Monica di Padre Luigi Maiochi, quasi un centinaio di giovani provenienti da tutta Italia, studenti in ambito edile, si sono alternati a gruppi di 20, gratuitamente, nel collaborare all’allestimento dei nuovi locali della Cooperativa San Damiano in via Tirso a Sorso. Una volta terminati i lavori, la cooperativa potrà rispondere ancora meglio al bisogno di inclusione dei ragazzi e delle loro famiglie, nei diversi comuni della provincia di Sassari in cui opera (Sorso, Sennori, Tergu, Valledoria, Santa Maria Coghinas, Chiaramonti, Laerru, Ploaghe), e aprirsi ai territori di Sassari e Porto Torres.«Durante l’emergenza il disagio della disabilità si è moltiplicato nella solitudine di ognuno; come cooperativa ci siamo trovati a dover rimodulare continuamente i servizi offerti — racconta il presidente Antonello Spanu —. Siamo rimasti al fianco delle famiglie per seguire insieme a loro la situazione, complessa, che di giorno in giorno si evolveva». «Da questo percorso è nata l’esigenza — continua — di elaborare strategie completamente nuove da attuare nei prossimi anni, per rispondere a sfide inedite. Ci troviamo a dover ripensare gli spazi in cui siamo abituati ad agire». L’intervento di riqualificazione riguarda tutti gli spazi ora in uso all’attuale Centro Diurno socio educativo di via Tirso, con la ristrutturazione di un nuovo piano dell’edificio e con l’apertura di un nuovo ingresso da via Castelsardo. Verrà creato un ulteriore nuovo Centro, focalizzato in particolare sulla formazione lavorativa di persone con disabilità psichica, e che permetterà di raddoppiare la risposta.La Cooperativa San Damiano della Comunità Papa Giovanni XXIII è una cooperativa sociale di tipo A che attualmente ospita 28 persone nel centro diurno e che offre assistenza educativa ed assistenziale ad una ventina di famiglia del territorio. Occupa 15 dipendenti e 6 giovani impegnati in progetti di servizio civile; 6 persone sono coinvolte nei progetti di agricoltura sociale; circa 40 persone all’anno sono coinvolte nei progetti di messa alla prova alternativi al carcere. Sono invece stati annullati a causa della pandemia i corsi musicali, le attività aggregativi e i progetti estivi di quest’anno. I responsabili della cooperativa si augurano di poterli riattivare al più presto.È stata attivata una raccolta fondi per sostenere l’iniziativa.

leggi l’articolo su: La nuova Sardegna

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