Ciclista schiacciato, parla il testimone e accusa

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Di seguito la lettera integrale inoltrata alla redazione del Quotidiano di Alghero da Jean-Louis Gihoul, l´uomo che insieme allo sfortunato dottore 64enne percorreva la litoranea per Capo Caccia all´altezza di Mugoni, quando il bus lo ha travolto

ALGHERO – Lascerà pesanti strascichi il tragico incidente in cui mercoledì mattina ha perso la vita Dario Sorrentino, 64 anni medico e docente universitario in vacanza ad Alghero, sposato e padre di tre figlie. In sella ad una bici percorreva la litoranea per Capo Caccia. Per cause in corso di accertamento il bus turistico diretto ad Alghero lo ha investito e ammazzato. Secondo alcune prime ricostruzioni del tragico evento, frutto di sole indiscrezioni trapelate sul luogo dell’incidente, lo sfortunato ciclista avrebbe sbandato o sarebbe addirittura caduto proprio nel momento in cui il pullman procedeva al sorpasso. Si tratta, come ovvio in casi così delicati, di ricostruzioni ancora non confermate dagli inquirenti che hanno aperto le indagini ed avviato i riscontri sul campo.
Tra i pochi testimoni della tragedia, c’è il compagno di Sorrentino che con lui rientrava dal tour in bici nel territorio del Parco di Porto Conte. Si chiama Jean-Louis Gihoul e racconta una versione dei fatti diversa, escludendo che il 64enne sia caduto davanti al bus, ma confermando che dallo stesso mezzo lo sfortunato dottore sarebbe stato addirittura toccato ed indotto a cadere, prima di venire travolto e ucciso. Accuse pesanti e circostanziate che – come avviene in analoghi casi – saranno al vaglio delle competenti autorità giudicanti. Di seguito la lettera integrale inoltrata alla redazione.
Anche se questo messaggio potrebbe sembrare totalmente inutile visto quello che è successo sta mattina, vorrei in ricordo del mio fedele e caro amico Dario ed in qualità di testimone visto che mi trovavo accanto a lui ed ho vissuto tutta la scena in diretta quando è stato ucciso sul colpo dal pullman, darle la mia versione dei fatti visto che stranamente da parte di giornalisti seri come voi, non mi è stato chiesto niente prima di scrivere il vostro articolo, e così almeno difendere la sua memoria. Mi chiamo Jean-Louis Gihoul, e quando leggo che scrivete che il Dott. Dario é caduto davanti al pullman posso dire che io non ho proprio visto questo per niente, ma anche ammettendo che sia vero quando si è un autista professionale ed in più di un pullman si dovrebbe sapere que quando si sorpassa dei ciclisti si deve rispettare una distanze di 1.5 m minimo ed in qualità di autista professionale raddoppiare di prudenza soprattutto ad agosto in piena estate su delle strade turistiche molto frequentate da ciclisti e pedoni, quello che l’autista, non ha fatto per niente, al contrario il pullman l’ha sfiorato così vicino che lo ha fatto cadere… Attitudine che mi fa pensare che questo autista abbia dimenticato il codice stradale, cosa molto grave ed imperdonabile visto il resultato di oggi. Infatti non è la prima volta che questi pullman bianchi abbiano una guida molto imprudente in confronte ad i ciclisti in particolare, ho ricevuto diversi per non dire tanti messaggi oggi a proposito di situazioni molto délicate vissute da ciclisti Algheresi …! E non più tardi anche di ieri! Questo Signore autista mi ha detto avere stretto perché c’era una macchina che arrivava di fronte! Ma allora non sorpassi, freni ed aspetti dietro, in buon padre di famiglia ed autista responsabile e prudente per non mettere in pericolo la vita degli altri. Per guadagnare 10 secondi ha distrutto 6 vite; quella di Dario, della moglie, delle tre figlie e forse anche la sua. Che triste giornata.
Saluti cordiali,
Jean-Louis Gihoul

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