Parco ancora senza consiglio direttivo

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Satta (Progressisti) sull’Asinara: «Il presidente Solinas indichi i nomi al Ministero» 
PORTO TORRES. Sono trascorsi diciassette mesi da quando l’ultimo Consiglio direttivo dell’Ente Parco dell’Asinara ha cessato la propria carica senza che si sia proceduto a nuove nomine attraverso la convocazione della Comunità del Parco. L’organismo politico è composto dal presidente e da otto membri – tra i quali viene individuata la giunta esecutiva – e di questi quattro vengono designati proprio dalla Comunità del Parco della quale è componente il presidente della giunta regionale Christian Solinas. La Regione può definirsi infatti il principale azionista del Parco dell’Asinara, essendo proprietaria di circa il 90 per cento del patrimonio pubblico presente sull’isola e questo ritardo nelle nomine ha determinato la mancanza di un’attività generale di indirizzo e programmazione necessaria al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo indicati nel Piano del Parco. La questione è giunta ora all’attenzione del consiglio regionale con una interrogazione urgente presentata da Gian Franco Satta, consigliere regionale dei Progressisti, il quale chiede al presidente Solinas, nella sua qualità di componente della Comunità del Parco, «se non ritenga doveroso procedere alla designazione delle figure da indicare al ministero dell’Ambiente per la successiva nomina». L’ultimo Consiglio direttivo ha cessato il proprio mandato il 29 febbraio 2020 e i Progressisti avevano già presentato una mozione, ottobre 2020, per sollecitare il governatore della Sardegna affinché si adoperasse ad accelerare le procedure per la designazione delle nuove figure dell’Ente Parco. «Dopo quasi un anno e mezzo l’Asinara ancora attende la nomina di un nuovo Consiglio direttivo – ricorda Satta – e per l’ennesima volta assistiamo ad un commissariamento di Enti a causa dell’incapacità di questa maggioranza che governa la Sardegna, a nominare con trasparenza gli organi di governo degli enti. Lo sviluppo del Parco passa necessariamente attraverso una guida stabile che possa operare una programmazione a lungo periodo e non di certo attraverso fasi commissariali – aggiunge – che per quanto efficienti devono attenersi a svolgere funzioni di amministrazione ordinaria. Ma soprattutto, senza un Consiglio direttivo si estromettono tutti gli attori che operano nel territorio e per l’interesse del territorio». (g.m.)

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