Al Comune l’ex ostello di Balai

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La storica struttura acquisita dopo un lungo percorso burocratico. Ora un piano di rilancio turisticodi Gavino Masia

22 Luglio 2021

PORTO TORRES. L’ex ostello della gioventù di via Balai fa finalmente parte integrante del patrimonio comunale. Da diversi anni quella struttura davanti al parco e alla spiaggia di Balai attendeva l’acquisizione da parte del Comune di Porto Torres – come sottolineato più volte da La Nuova Sardegna – per poi poter programmare un rilancio in versione turistica attraverso una manifestazione di interesse rivolta magari ai giovani. Ieri mattina davanti al segretario generale del Comune, Giancarlo Carta, l’immobile è stato ceduto all’ente dalla Regione Sardegna al prezzo simbolico di un euro. Per arrivare a questo atto l’ufficio comunale al Patrimonio ha comunque dovuto ricostruire minuziosamente il percorso storico di una struttura costruita negli anni Settanta, verificando tra le altre cose la totale corrispondenza tra le planimetrie depositate in catasto e quelle oggetto del rogito. Il progetto prevedeva infatti la ristrutturazione della struttura rispetto alla costruzione originaria ed era stato presentato dall’ingegnere Antonio Ponzeveroni, 7 agosto 1970, alla allora Soprintendenza a monumenti e gallerie per le provincie di Sassari e Nuoro. Il 31 agosto dello stesso anno arrivava il nullaosta al Comune, che autorizzava la sopraelevazione dell’edificio. Ora l’edificio si compone di sette stanze da letto, servizi igienici e un ripostiglio. L’area esterna, perimetro di 430 metri quadri, si affaccia al parco di Balai e al mare. L’ostello in origine ospitava i vacanzieri low cost e, dopo la sua dismissione la Regione aveva autorizzato l’ente locale all’uso del bene per destinarlo solo a finalità pubbliche di carattere sociale.Con la precedente amministrazione è invece mutato lo status giuridico del bene pubblico, che una volta acquisito dal Comune non ha più vincoli di destinazione. «È stata una pratica travagliata anche per i rallentamenti imposti dal Covid – ricorda l’assessore al Patrimonio Alessandro Carta – e ringrazio gli uffici per la determinazione con cui hanno raggiunto il risultato: ora potremo iniziare a ragionare sulla futura riqualificazione e destinazione d’uso». La prima operazione da fare è sicuramente quella di rimuovere i blocchetti che ha utilizzato l’amministrazione per murare le finestre e la porta d’ingresso dell’immobile. Il tutto per impedire l’ingresso ad estranei e barboni, dopo i tanti anni di occupazione abusiva da parte di una famiglia nomade. Il resto potrebbe essere una corsa contro il tempo da parte della giunta Mulas, per decidere il futuro turistico della struttura. «Stiamo facendo un’attenta analisi sulla riqualificazione e destinazione d’uso dell’immobile – conclude Carta – che sarà orientata verso forme di ricettività che attualmente mancano nel territorio comunale: stiamo prendendo in considerazione le diverse modalità attraverso le quali l’ostello può essere concesso, tenendo in considerazione le diverse idee e proposte che abbiamo ricevuto, volte ad inserire una struttura situata in una posizione di assoluto pregio in un contesto di insieme di carattere turistico di cui Porto Torres ha necessità».©RIPRODUZIONE RISERVATA

leggi l’articolo su: La nuova Sardegna

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