Sassari, la morte per Covid del chirurgo Spissu: il pm chiede il processo per 4 dirigenti sanitari

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A novembre davanti al gup un dirigente dell’Aou e tre del Policlinico. Le accuse: epidemia colposa e omicidio colposo Nadia Cossu

19 Luglio 2021

SASSARI. Per il sostituto procuratore di Sassari Paolo Piras dovrà essere un processo a stabilire se quattro dirigenti (uno dell’Aou di Sassari e tre del Policlinico) siano in qualche modo responsabili della morte del chirurgo Marco Spissu. A marzo dello scorso anno il professore, stimatissimo in città e nel resto della Sardegna per la spiccata professionalità e la grande umanità, era già in pensione ma non si era tirato indietro di fronte alla chiamata per un intervento chirurgico. Purtroppo il paziente da lui operato, un docente universitario, in seguito era risultato positivo al Covid-19. Spissu, che aveva 72 anni, era stato contagiato e aveva lottato per oltre un mese. Il 15 aprile aveva dovuto arrendersi di fronte alle complicanze che in molti casi hanno reso (soprattutto nella prima ondata) il virus letale.Per quella tragedia il pubblico ministero Paolo Piras ha ora chiesto il rinvio a giudizio di Fiorenzo Delogu, coordinatore dell’unità di crisi dell’Area socio sanitaria (difeso dagli avvocati Giovanni Sechi e Silvio Piras), del consigliere delegato del Policlinico sassarese Gianni Paolo Argenti, del direttore sanitario Angelo Pietro Melis e del responsabile del servizio di prevenzione e protezione Angelo Capriotti (tutti e tre assistiti dall’avvocato Agostinangelo Marras). L’udienza preliminare davanti al giudice Giuseppe Grotteria è stata fissata per il mese di novembre.Solo di omicidio colposo è chiamato a rispondere Fiorenzo Delogu che per la Procura avrebbe «rifiutato indebitamente l’effettuazione del tampone molecolare a Spissu» ritardando quindi la diagnosi di covid e la terapia che forse avrebbe potuto salvargli la vita. Mentre di omicidio colposo e anche di epidemia colposa sono invece accusati gli altri tre imputati. A questi ultimi infatti è stata contestata dal pm Piras una condotta professionalmente non corretta: non si sarebbero cioè preoccupati di informare e formare i lavoratori sulle misure di protezione adeguate da adottare per non correre il rischio di contrarre il covid. I carabinieri del Nas e i tecnici dello Spresal hanno lavorato per mesi per verificare se ciascuno, nel rispetto del proprio ruolo, avesse provveduto a fornire adeguate istruzioni sui rischi per la salute e misure idonee per la sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro. L’inosservanza delle regole anticontagio all’interno del Policlinico Sassarese ai primi di marzo dello scorso anno ebbe due gravi conseguenze, secondo la Procura della Repubblica: la diffusione del virus tra il personale sanitario e i pazienti e una morte, quella del chirurgo Spissu.©RIPRODUZIONE RISERVATA

leggi l’articolo su: La nuova Sardegna

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