«Due rotatorie per evitare altre croci»

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L’idea dei cittadini è di creare una rotonda all’ingresso e una all’uscita di via Millelire con un marciapiede centrale di Luca Fiori

19 Luglio 2021

SASSARI. Una media di un morto all’anno negli ultimi vent’anni. Una strage che purtroppo non conosce fine e che ha visto aggiungersi – negli ottocento metri della ex 131 che attraversano il quartiere di Li Punti – altre due croci appena una settimana fa, quando hanno perso la vita Proto Pierpaolo Sechi e Eriberto Atzori.Per chiedere interventi urgenti che garantiscano da subito maggiore sicurezza per chi attraversa via Domenico Millelire, il Comitato di quartiere di Li Punti venerdì sera si è riunito in sit-in davanti al monumento delle vittime della 131. Un centinaio di cittadini del quartiere ha osservato un minuto di raccoglimento per chi ha perso la vita sulla strada e poi rivolto un appello alle autorità.«La nostra proposta è molto semplice – spiega l’architetto Gianni Sale, presidente del comitato di quartiere – chiediamo che vengano realizzate due rotatorie, una all’ingresso e una all’uscita di Li Punti in modo da rallentare la velocità delle auto che a tutte le ore del giorno e della notte attraversano via Millelire».Per il comitato di cittadini la presenza di una rotatoria al posto del semaforo che si trova all’ingresso di Li Punti e una seconda in prossimità dell’incrocio con via Monte Tignosu comporterebbero un naturale rallentamento delle auto. «La nostra proposta – aggiunge Sale – prevede anche la realizzazione di uno spartitraffico e di un marciapiede centrale che consenta ai pedoni di attraversare in sicurezza».Sicurezza che almeno per i pedoni sarebbe garantita dalla presenza del sottopassaggio che collega i due lati della strada a quattro corsie. «Purtroppo sono pochissime le persone che lo utilizzano – ammette il presidente del comitato di quartiere – e per capire il motivo basta dare uno sguardo dentro». Il tunnel è infatti in condizioni igieniche vergognose e i residenti del quartiere, specialmente le persone di una certa età che devono raggiungere le fermate degli autobus, hanno paura di utilizzarlo.Il sottopassaggio, costruito circa quarant’anni fa, era stato recuperato nel 2013 dopo tanti anni di inutilizzo. L’entrata e l’uscita erano state protette da due cancelli completamente recuperati insieme alle due scalinate di accesso. La sicurezza al suo interno era stata garantita da due telecamere di videosorveglianza posizionate sui due lati e collegate alle centrali operative del Comando polizia locale e della Questura. Sono passati solo otto anni, ma il sottopasso – un’opera nata per garantire la sicurezza delle persone – meriterebbe un nuovo intervento e più rispetto da parte di chi lo utilizza».©RIPRODUZIONE RISERVATA

leggi l’articolo su: La nuova Sardegna

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