Fiori e rabbia: «Li Punti è una pista»

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Nuovo appello dei residenti dopo la tragedia di sabato: chiediamo più sicurezza
SASSARI. I fiori avvolti nel nastro colorato e la maglietta dell’Inter. Davanti il guardrail accartocciato, quasi annodato su se stesso. Le auto che continuano a scorrere, molte veloci, come se quella tragedia non abbia insegnato niente. É questo il punto esatto, a Li Punti, dove sabato notte sono morti sul colpo Proto Pierpaolo Sechi ed Eriberto Atzori, di 31 e 51 anni, sassaresi, amici. Viaggiavano sulla Opel Meriva diretti verso la città, quando una Ford Focus con a bordo tre panettieri diretti al lavoro gli ha tagliato improvvisamente la strada all’altezza di via Domenico Millelire. Per quella tragedia è stato iscritto nel registro degli indagati Ernesto Montini, 67 anni, l’uomo che era alla guida della Focus e che avrebbe compiuto la manovra di inversione a U per ripartire in direzione di Porto Torres dopo avere fatto salire a bordo i suoi due colleghi. Tutti e tre dovevano raggiungere Stintino per cominciare il turno di lavoro.In attesa che si concludano le indagini affidate alla polizia locale e che vengano completate le perizie disposte dall’autorità giudiziaria, l’ennesima tragedia in quel tratto di strada richiama l’attenzione sull’allarme sempre lanciato e mai ascoltato. Croci e mazzi di fiori ricordano le vite spezzate, ma restano solo dolore e rabbia. Perchè i provvedimenti non arrivano. Quello che costeggia Li Punti rimane l’unico tratto di strada a quattro corsie che attraversa il centro abitato senza una rotatoria, senza passaggi pedonali, senza spartitraffico centrale. Le proteste dei residenti non si contano più, ma non cambia niente. «Le auto sfrecciano a tutta velocità mettendo a rischio la vita di pendolari o studenti in attesa dell’autobus a bordo strada. Cosa deve accadere ancora perchè scattino interventi adeguati? Che cosa non è chiaro sulla totale assenza di sicurezza?».

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