Cieco e malato, dal Tar nuova speranza per Diop

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La questura ha rigettato ancora il rinnovo del permesso al 72enne senegalese Ora il Tribunale, che già aveva accolto il primo ricorso, ha sospeso l’ultimo diniegodi Nadia Cossu

13 Luglio 2021

SASSARI. Galaye Diop può ancora sperare di realizzare quello che al momento è il suo unico desiderio: restare in Sardegna. A dire il vero lui parla di “riconoscimento di un diritto” considerato che vive a Sassari ormai da trent’anni. Diop, senegalese di 72 anni, arrivato in Italia nel 1991, e diventato poi cieco, si è visto negare dalla questura di Sassari il rinnovo del permesso di soggiorno (fino a quel momento rilasciato in virtù delle cure mediche cui viene regolarmente sottoposto) «senza alcuna convincente spiegazione», avevano puntualizzato a maggio del 2018 i giudici del Tar accogliendo il ricorso presentato dall’avvocato Giuseppe Onorato. A quella sentenza non ha però fatto seguito il rilascio del permesso, così come ci si sarebbe aspettati. Il questore di Sassari Claudio Sanfilippo lo scorso febbraio ha infatti firmato un provvedimento che rigettava l’istanza stabilendo che il senegalese dovesse volontariamente lasciare l’Italia entro quindici giorni dalla notifica di quel decreto. C’è stato di conseguenza un nuovo ricorso da parte dell’avvocato Onorato e alcuni giorni fa il Tar di Cagliari ha accolto l’istanza cautelare e ha sospeso il provvedimento del questore fissando una data per il riesame: il ricorso sarà trattato nel merito nell’udienza del 29 giugno 2022.La storia di Diop è quella di un uomo vecchio, malato e innamorato della terra che lo ha accolto tanto tempo fa. Nello stesso anno in cui è arrivato in Italia è stato colpito dal distacco della retina, patologia per la quale è stato sottoposto a un intervento chirurgico e che lo ha però portato progressivamente alla cecità assoluta, tanto da essere stato riconosciuto invalido civile al 100%. Nei successivi 27 anni ha lavorato saltuariamente. Poi il 25 luglio 2016 ha chiesto il rinnovo del permesso di soggiorno per cure mediche, ma la questura di Sassari – nonostante quattro memorie difensive e la documentazione medica che attestava l’ulteriore patologia “Angina da sforzo ed evidenza di malattia subcritica”, con la necessità di cure specialistiche “di alto livello” – ha respinto la richiesta. A febbraio il secondo rigetto. Tra le varie motivazioni contenute nel decreto firmato dal questore si legge che non sarebbe stata «documentata l’esistenza di trattamenti terapeutici in corso che potrebbero giustificare la necessità di permanere in Italia» né «l’esistenza di condizioni di salute di particolare gravità e l’impossibilità di ricevere nel Paese d’origine le cure di cui attualmente beneficia in Italia, a carico dello Stato». In realtà già nel 2018 il Tar ha sostenuto che «la documentazione prodotta attesta il fatto che Galaye è affetto da una seria patologia cardiovascolare che richiede la sottoposizione a cure specialistiche di alto livello. In ogni caso la sua condizione di cieco totale, legata a una patologia maturata durante il soggiorno in Italia, giustifica ampiamente il rinnovo del titolo di soggiorno». Oggi, in attesa di una nuova pronuncia del Tar, Diop non può curarsi, non percepisce la pensione di invalidità e non ha documenti.

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