Processo ai poliziotti, liquidatore assolto dal gup

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Era finito a giudizio (separatamente) nell’inchiesta per truffa a un’assicurazione e corruzione
SASSARI. Era stato chiamato in causa da Lorenzo Carboni (un 48enne sassarese esperto in pratiche assicurative, all’epoca indagato dalla Procura) durante l’interrogatorio con il pubblico ministero Giovanni Porcheddu. L’inchiesta era quella relativa alla truffa a un’assicurazione – la Groupama Spa – che fece poi scattare la più ampia indagine per corruzione che coinvolse anche alcuni poliziotti della squadra volanti di Sassari. E la persona imputata dopo le dichiarazioni di Carboni era Angelo Canu, il liquidatore della stessa Groupama. Scriveva il pm: «Canu ha promosso e organizzato la cooperazione nel reato delle altre persone». Ma il gup, su richiesta dello stesso pm Porcheddu e dell’avvocato difensore Marco Palmieri, lo ha assolto dall’accusa di corruzione per non aver commesso il fatto. Mentre il reato di “fraudolento danneggiamento dei beni assicurati” è stato dichiarato prescritto.La storia. Nel 2013 Carboni (che ha già patteggiato due anni con sospensione condizionale) consegnò alla sua assicurazione una denuncia di sinistro stradale, poi definita sospetta. Non solo perché l’incidente era accaduto due anni prima, ma perché la dinamica non quadrava. Eppure c’era una relazione di servizio della polizia – datata 13 luglio 2011 e firmata dal poliziotto Gianluca Serra (anche lui imputato) – a dare ragione a Carboni. L’assicurazione Groupama pagò e subito dopo attivò il suo servizio di investigazione privato. Così scoprì la truffa. L’8 agosto del 2016 l’inchiesta permise di ricostruire un quadro fatto di presunti intrecci tra spacciatori e il poliziotto che in cambio di “favori” avrebbe ottenuto (sempre secondo il pm) soldi. In mezzo a tutto questo c’era l’assicurazione truffata attraverso «la falsificazione di elementi di prova relativi a incidenti stradali inesistenti». Canu, per il pm, avrebbe ricevuto da Carboni la falsa relazione di servizio di Serra «e dopo averne preso visione, pur essendo consapevole della sua falsità, la inseriva nell’incartamento della pratica di risarcimento danni per poi consegnarla a un avvocato di Oristano che si sarebbe occupato di richiedere la liquidazione del danno alla compagnia assicurativa».Ma il giudice, accogliendo la tesi dell’avvocato Palmieri, ha stabilito che Canu non commise il reato di corruzione. Medesima convinzione alla quale è pervenuto lo stesso pubblico ministero che ne ha chiesto l’assoluzione. (na.co.)

leggi l’articolo su: La nuova Sardegna

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