Firmata la revoca dei licenziamenti

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“Divina Provvidenza”, il commissario Ortu: «Con il personale servizio garantito»
SASSARI. La revoca dei licenziamenti alla Casa Divina Provvidenza ha la firma del neo commissario Pino Ortu che l’ha inviata ai sindacati Cgil, Cisl e Uil della Funzione pubblica, alla Csa e alla Fsi-Usae. «Era la decisione presa e che ho mantenuto – dice Ortu –. La casa di riposo ha bisogno di personale per poter mantenere il servizio agli ospiti. Anzi, al momento, mancano alcune figure professionali, quali gli infermieri, e ridurre i dipendenti non avrebbe alcun senso».Il consiglio d’amministrazione della Fondazione ex Ipab, disciolto dalla Regione con la nomina del commissario, aveva avviato la procedura di licenziamento collettivo il 16 giugno scorso motivandolo con la necessità di risanare i conti in profondo rosso e fissando in 25 unità i lavoratori da mandare a casa.Nell’incontro del 6 luglio scorso con l’assessora regionale al Lavoro Alessandra Zedda, Pino Ortu e i segretari territoriali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl hanno ritenuto indispensabile come primo passo la revoca dei licenziamenti. Fissando anche una sorta di road map da seguire per il futuro. Prima di tutto la ricognizione di debiti e crediti e dello stato patrimoniale della Fondazione “Divina Provvidenza”. Sulla base di queste verifiche si potrà decidere il da farsi. Se esistono le risorse economiche per il risanamento con il contributo della Regione, oppure se non sia necessario ricorrere ad eventuali ammortizzatori sociali per spianare la strada allo stesso risanamento, fermo restando che l’occupazione va salvaguardata.Il commissario Ortu è intenzionato a salvare la casa di riposo «che garantisce un servizio indispensabile alla città; vedremo in seguito in che termini».

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