Un nuovo gonfalone per Santa Croce

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Oggi viene benedetto un simbolo dell’Arciconfraternita più antica della città
SASSARI. Oggi è uno dei giorni “speciali” che l’Arciconfraternita di Santa Croce e del Gonfalone, la più antica della città e tra le più antiche in Europa, riprende a festeggiare con grande fede dopo oltre 70 anni. Alle 19, si tiene, infatti, la benedizione del nuovo gonfalone, riprodotto dai confratelli per sostituire il vecchio ormai degradato, nella chiesa della Santissima Trinità e la funzione sarà presieduta dal Vicario Generale della Diocesi monsignor Antonio Tamponi, rinnovando una tradizione che ha le sue origini nel 1583. «Quando – racconta il priore dell’Arciconfraternita Armando Fazzino – il 5 agosto, sotto lettera di richiesta del vescovo Da Lorca, il Cardinal Alessandro Farnese, nipote e Gran Gonfaloniere del Papa, con una bolla conservata nella sede dell’Arciconfraternita, sancì l’affiliazione di Santa Croce alla Arciconfraternita del Gonfalone di Roma, elevandola al titolo di Arciconfraternita, al diritto della pratica dell’esposizione del Santissimo durante le santissine Quaranta Ore, al titolo di Vexillifer Sancta Romana Ecclesiae». Confezionato in damasco di seta rosso e giallo (i colori simboleggianti lo Stato Vaticano), ogni giorno, ai vespri serali, veniva portato dal Maestro dei Novizi di Santa Croce che, a cavallo, percorreva l’intero perimetro della cinta muraria cittadina, sempre allo stesso modo per almeno tre secoli; in epoca moderna, almeno fino al 1948. Dal momento dell’affiliazione al Gonfalone di Roma, la Santa Croce diventerà l’ “Arciconfraternita del Gonfalone sotto il Titolo di Santa Croce” e prenderà l’assetto che ancora oggi, benché in forma ridotta, si conosce. «Per circa due secoli ha rappresentato la cristianità a Sassari, almeno fino al 1441, anno in cui la sede vescovile venne traslata da Turris (Porto Torres) al capoluogo – spiega Fazzino– . Fino all’arrivo sabaudo nell’isola, la Confraternita ha mantenuto un ruolo di primaria importanza anche politica ed organizzativa della città, annoverando tra i propri confratelli i componenti delle famiglie più in vista quali Berlinguer, Devilla Manca, persino Cariga (alla famiglia Cariga apparteneva il Vice Re di Spagna».L’Arciconfraternita ha subito negli ultimi quattro anni un importante processo di rinnovamento e di riscoperta delle proprie origini e peculiarità. E il rifacimento dello stendardo) e del Gonfalone, vanno in questa direzione.

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