Non picchiò la compagna assolto un cuoco di 29 anni

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Lei raccontò di essere vittima di violenza e per l’uomo scattò anche l’arresto L’imputato in aula: non l’ho mai sfiorata, si è vendicata perché troppo gelosadi Nadia Cossu

09 Luglio 2021

SASSARI. È stato assolto perché «il fatto non sussiste». Nessuna prova durante il dibattimento avrebbe dimostrato che effettivamente un cuoco di 29enne maltrattasse la sua compagna (di qualche anno più grande), come invece lei sosteneva nella denuncia presentata a marzo dell’anno scorso ai carabinieri della sezione radiomobile. Di sicuro durante il processo è emersa una certa conflittualità nel rapporto di coppia. Acuitasi durante la prima ondata covid e sfociata nell’arresto di lui, al termine dell’ennesima discussione. Lei sosteneva che il compagno la umiliasse e che la picchiasse «anche davanti a nostra figlia di due anni». Lui forniva una versione diametralmente opposta: «È gelosissima e mi segue dappertutto, anche in palestra dove tra l’altro è capitato che mi abbia fatto delle scenate davanti a tutti. Controlla i miei movimenti attraverso l’applicazione del cellulare collegata al gps della macchina».L’episodio che ha rappresentato la classica “goccia che fa traboccare il vaso” risale al 24 marzo. «Spegni la tv, vieni a letto e smettila di guardare Belén» le avrebbe detto la compagna al termine dell’ennesima giornata di quarantena tra le mura domestiche. La convivenza forzata aveva messo a dura prova anche le coppie più affiatate. «Mi trascuri e stai sempre guardando altre donne in tv» avrebbe proseguito la compagna. Lì sarebbe cominciata una lite in seguito alla quale l’uomo – così come la convivente aveva riferito ai carabinieri – l’avrebbe colpita nella schiena e strattonata. Quando la pattuglia era arrivata sul posto aveva trovato la donna fuori dall’abitazione in lacrime e dolorante. In quell’occasione aveva spiegato che si trattava dell’ultimo di una serie di episodi di violenza subiti dal compagno e aveva mostrato anche i segni delle presunte percosse. Aveva anche raccontato che qualche volta, quando viaggiavano in auto insieme alla bambina, era capitato che lui «infastidito dalle mie parole guidasse in modo pericoloso mettendo a rischio le nostre vite». Circostanze tutte negate dall’imputato: «Non l’ho mai sfiorata, quella notte è stata lei a insultarmi perché non mi alzavo dal divano dicendomi che mentre lei stava male io guardavo le tette delle ragazze. Me ne sono andato in un’altra stanza e ha minacciato che avrebbe chiamato i carabinieri, che tanto era la mia parola contro la sua. E lo ha fatto davvero. È troppo gelosa e sclera anche se mi mettono un “like” su facebook».Per l’uomo era scattato l’arresto con l’accusa di maltrattamenti e il divieto di avvicinamento alla donna (e quindi anche alla figlia) durato un anno. Ma ora il collegio presieduto da Elena Meloni lo ha assolto.

leggi l’articolo su: La nuova Sardegna

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