Licenziamenti revocati alla Divina Provvidenza

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Incontro in Regione, tra l’assessora Zedda, il neo commissario Ortu e i sindacati  Decisione unanime sul blocco dei tagli, 25 lavoratori rischiavano il posto di Paoletta Farina

08 Luglio 2021

SASSARI. Procedura di licenziamento revocata, i dipendenti della Casa “Divina Provvidenza” possono guardare al futuro con maggior fiducia. La decisione è stata presa ieri in Regione e ha visto concordi l’assessora al Lavoro Alessandra Zedda, il neo commissario Pino Ortu e i segretari territoriali di Cgil, Cisl e Uil della Funzione pubblica, Paolo Dettori, Armando Ruzzetto e Augusto Ogana. Un passo che apre una prospettiva sia per i lavoratori, sui quali incombeva la scure dei tagli, con 25 persone da mandare a casa, sia per gli anziani ospiti dell’istituto di piazza Sant’Agostino che per essere assistiti hanno bisogno di personale.Sgombrato il campo dai licenziamenti, che il commissario nominato dalla Regione Ortu e gli stessi sindacati, compresi gli autonomi della Csa, ritenevano dovessero essere bloccati, ora si dovrà impostare un lavoro in sinergia perché il servizio di assistenza che padre Manzella volle creare oltre cent’anni fa per i più poveri e soli, non venga a mancare alla città. Il commissario sta già prendendo conoscenza dal primo giorno del suo insediamento della situazione economica e logistica della casa per anziani e sta assicurando che nel frattempo non manchi quanto è necessario agli ospiti. Che a partire dalla fine di aprile si sono ridotti da 75 a una cinquantina, dopo che il consiglio di amministrazione della Fondazione Casa della “Divina Provvidenza” ne aveva avviato le dimissioni in quanto in crisi di liquidità. Originata, secondo il cda che la Regione ha sciolto, dai pignoramenti sulle rette avviati dai dipendenti, creditori di stipendi e altre spettanze arretrati.Nel corso dell’incontro di ieri a Cagliari con l’assessora Zedda, richiesto dai sindacati confederali all’indomani del commissariamento della struttura di accoglienza, la stessa assessora ha affermato – riferiscono i sindacati – che la Regione non farà mancare il proprio sostegno anche finanziario. L’obiettivo dettato dal presidente della giunta regionale Cristian Solinas è di verificare se sia possibile un risanamento della “Divina Provvidenza” anche attraverso la consistenza patrimoniale dell’ente privato, per eliminare i debiti e ridare certezze agli ospiti e al personale. Ma se questo non sarà possibile, la strada è quella o della trasformazione o dell’estinzione della Fondazione. La Fondazione è nata infatti con uno scopo preciso per volontà di padre Manzella e se non potesse essere più assicurato si dovrà decidere un’alternativa. Se questa condizione si verificasse, allora anche i vecchi “Cronici”, come per brevità li hanno sempre chiamati i sassaresi, potrebbero finire sul mercato. La struttura ha grandi potenzialità sotto tutti i punti di vista, ma sicuramente ha bisogno di una ristrutturazione e di una guida manageriale che possa assicurare il servizio per cui è stata creata, ma rivolgersi anche ad un’altra platea. Nei giorni scorsi sono stati ammessi due nuovi ospiti, nonostante il difficile momento, che avevano bisogno di accoglienza.

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