Rientra in cella con un telefono nel retto

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Renato Farinelli, 53enne sassarese, ha tentato di portare in carcere anche 8 ovuli di droga ma è stato bloccato e arrestato di Luca Fiori

07 Luglio 2021

SASSARI. Ha giurato e spergiurato di non aver niente da nascondere, nonostante il suo rientro in carcere – dopo un permesso premio di cinque giorni – avesse mandato in grande agitazione uno dei cani del nucleo cinofili della polizia penitenziaria di guardia all’ingresso dell’istituto penitenziario di Bancali.L’insistenza nell’abbaiare e ringhiare del cagnolone, addestrato a fiutare anche a distanza di metri le sostanze stupefacenti, ha però convinto gli agenti di custodia ad approfondire la questione in ospedale. Anche al pronto soccorso del Santissima Annunziata – prima la Tac lasciasse i medici, gli infermieri e gli agenti della scorta a bocca aperta -Renato Farinelli, sassarese di 53 anni, aveva provato fino all’ultimo istante a negare di aver tentato di introdurre in cella qualcosa di proibito. La sorpresa è arrivata quando sul monitor della Tac – davanti allo sguardo incredulo del radiologo – si sono materializzati all’interno dell’intestino dell’uomo otto ovuli contenenti vari tipi di sostanze stupefacenti e incredibilmente anche un micro cellulare di pochi centimetri e il cavetto per ricaricarlo.La droga, quindici grammi di marijuana e sette di cocaina, in carcere sarebbe certamente diventata preziosa merce di scambio con gli altri detenuti. Il micro telefono (di quelli che su Amazon e gli altri siti di e-commerce si trovano in vendita a una ventina di euro, misurano appena 4,5 centimetri e pesano niente), non è escluso che fosse destinato a qualche detenuto “importante” che aveva commissionato l’acquisto a Farinelli. Il piccolo cellulare era infatti sprovvisto di sim, particolare che potrebbe far pensare che la scheda per abilitarlo fosse già entrata all’interno dell’istituto penitenziario e quindi già in possesso di chi avrebbe dovuto utilizzarlo. Per far luce sulla vicenda la Procura della Repubblica di Sassari ha aperto un’inchiesta. Il sostituto procuratore Giovanni Porcheddu ha disposto il sequestro del micro cellulare e una perizia sulle sostanze stupefacenti rinvenute dentro gli ovuli. Renato Farinelli, assistito dall’avvocato Paolo Spano, aveva ottenuto un permesso premio per lasciare il carcere dopo un lungo periodo di detenzione. Condannato a nove anni per aver tentato di far saltare in aria la casa dell’ex convivente, sta scontando una pena che dovrebbe concludersi nel 2025. Ora dovrà affrontare un nuovo processo per questo nuovo arresto, convalidato ieri dal gip Giuseppe Grotteria.©RIPRODUZIONE RISERVATA

leggi l’articolo su: La nuova Sardegna

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