Niente più alcol e bivacchi in piazza Santa Maria

0
3

SASSARI. Le proteste dei residenti e anche dei frati del monastero, apparse qualche giorno fa anche sulle pagine della Nuova Sardegna, hanno sortito un primo effetto: ieri il sindaco Nanni Campus ha…
SASSARI. Le proteste dei residenti e anche dei frati del monastero, apparse qualche giorno fa anche sulle pagine della Nuova Sardegna, hanno sortito un primo effetto: ieri il sindaco Nanni Campus ha firmato un’ordinanza con la quale istituisce fino al 30 settembre il divieto di stazionamento in piazza Santa Maria, uno dei luoghi simbolo della città e più caro ai sassaresi.Un divieto ovviamente diretto non ai cittadini che vanno in chiesa o normalmente passeggiano nella piazza ma a chi utilizza quello spazio «per bivaccare, per effettuare accattonaggio molesto, per consumare bevande alcoliche» dice l’ordinanza. Viene anche istituito il divieto «per chiunque di porre in essere qualsivoglia condotta che ostacoli la libera fruizione delle suddette aree e il libero transito delle persone. Il divieto si estende alle pertinenze della piazza, ovvero alle scalinate che collegano piazza Santa Maria a via Padre Zirano, a via Padre Zirano nell’area prospiciente la Corte d’Appello, all’intera area pedonale prospiciente la chiesa e il monastero». L’ordinanza è motivata col fatto che «in piazza Santa Maria, nell’area prospiciente la chiesa, si è accertata la presenza di alcune persone dedite al consumo di alcol e di sostanze stupefacenti che vi stazionano oramai stabilmente sia di giorno sia di notte creando pregiudizio alla sicurezza dei fedeli che quotidianamente si recano in chiesa per assistere alle funzioni religiose». Persone che « utilizzano piazza Santa Maria per bivaccare, per lordare il suolo, per abbandonare rifiuti di ogni genere e per espletare i loro bisogni fisiologici». L’ordinanza, spiega il sindaco, è stata firmata per «restituire la tranquillità sia ai residenti del quartiere sia ai fedeli che frequentano la chiesa».Gli stessi che, nelle ultime settimane, avevano denunciato una situazione di assoluto degrado: «Non voglio dire che ci sentiamo minacciati – aveva dichiarato padre Giuseppe, vicario del convento – ma certo viviamo la situazione con enorme disagio. Questa chiesa – aggiunge – non solo per i sassaresi è la “casa dei Candelieri”, ma qui fu educato e divenne sacerdote Francesco Zirano, frate francescano martire e poi beato». Tra le “perle” dei vandali c’erano state addirittura il furto, con relativa distruzione, della colonnina di legno con dentro i soldi che i devoti danno in beneficenza, e stessa sorte è toccata a un portacandele, prima trafugato e poi abbandonato dietro la siepe davanti alla facciata romanica. Ora il sindaco passa alle maniere forti, dopo che già aveva adottato un provvedimento analogo per un tratto di via delle Conce, a poche centinaia di mwtri distanza, dove un tratto di marciapiede tra un supermarket e un bar era diventato praticamente impossibile da percorrere a piedi.

leggi l’articolo su: La nuova Sardegna

#Sassari #lanuovasardegna #cronaca #vivisassari

promo lavazza sassari

RISPONDI

Inserisci il commento
Inserisci il tuo nome