«Divina Provvidenza, ci serve aiuto»

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Drammatico appello dei dipendenti: «Gli anziani non vogliono andare via»
SASSARI. Un appello al sindaco, all’arcivescovo, alla magistratura. Perché permettano agli anziani ospiti della casa di riposo Divina Provvidenza di «vivere con serenità gli ultimi anni della propria vita». A firmarlo 28 dei 35 dipendenti della struttura in piazza Sant’Agostino, come tutti da 5 mesi senza stipendio e con il posto di lavoro appeso a un filo dopo la lettera dei giorni scorsi, firmata dal vice presidente del consiglio di amministrazione Andrea Pintus e inviata a tutti i parenti dei 75 ospiti, che annunciava che entro il 30 aprile tutti gli anziani sarebbero stati dimessi perché la Casa: «Non è in grado, principalmente sotto il profilo economico, di garantire, almeno temporaneamente, nelle prossime settimane i livelli minimi ottimali dei servizi di assistenza erogati». In realtà solo 16 sono quindi andati via, riaccolti dai parenti. E nella struttura ne rimangono 59, tutti soggetti fragili: anziani, allettati, persone sole, malati psichiatrici della casa protetta, che versano la loro pensione per godere dell’assistenza con la loro retta che viene infatti integrata dai fondi dell’assessorato regionale alle Politiche sociali e dalla Assl. «Piangono – sottolineano i dipendenti nella lettera aperta scritta “alla cittadinanza sassarese – non vogliono lasciare la casa, hanno crisi di isterismo e depressione. Noi li abbiamo rassicurati, abbiamo parlato con i parenti che hanno subito forti pressioni. Abbiamo dovuto affrontare crisi di isterismo e depressione. E tutto questo per una decisione presa da un Cda che di fatto non esiste più, in cui manca il presidente, il rappresentante del sindaco e dell’arcivescovo. Che dice che deve chiudere ma poi non consegna le chiavi agli organi competenti. Organi a cui chiediamo di intervenire per mettere fine a questa incresciosa situazione».Il problema è antico quanto complesso. Da una parte ciò che resta del Cda denuncia «la mancanza di sostegno da parte dei soggetti sociali e istituzionali del nostro territorio. Tradotto, è un richiamo anche alle responsabilità del Comune e della Curia, che devono ancora nominare i loro rappresentanti nel cda che già sta registrando la defezione della presidente Vincenzina Biddau. Dall’altra i dipendenti denunciano di non ricevere lo stipendio da mesi. E non è la prima volta, tanto che 11 di loro hanno ottenuto dal giudice pignioramenti che aggrediscono una parte delle rette, per la prima volta: 65 su 75. Pignoramenti che seguono quelli del 2019, sul contribuiti regionali e sulle somme erogate dall’Ats. (g.bua)

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