Una mano lava l’altra per battere anche il Covid

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SASSARI. “Pochi secondi salvano le vite: lava le tue mani”: è questo lo slogan che quest’anno accompagna l’odierna Giornata mondiale dell’igiene delle mani. E in periodo di pandemia Covid-19 l’importa…
SASSARI. “Pochi secondi salvano le vite: lava le tue mani”: è questo lo slogan che quest’anno accompagna l’odierna Giornata mondiale dell’igiene delle mani. E in periodo di pandemia Covid-19 l’importanza dell’igiene delle mani appare ancor più evidente perché rappresenta una delle azioni più efficaci per ridurre la diffusione degli agenti patogeni, compreso il virus Sars-CoV-2. L’Aou di Sassari nel rispetto delle misure di distanziamento e, in alcuni casi di isolamento dall’esterno, metterà a disposizione degli operatori sanitari e di tutti i cittadini materiale divulgativo sul tema. Poster, slide, immagini saranno disponibili sul sito web istituzionale dell’Azienda di viale San Pietro. Un’attività che ha visto al lavoro il personale della struttura complessa di Direzione igiene e controllo delle infezioni ospedaliere, in collaborazione con i medici in formazione specialistica della Scuola di specializzazione in Igiene e medicina preventiva dell’Università degli Studi di Sassari. «Le mani degli operatori sanitari sono il più frequente mezzo per la trasmissione di microrganismi. Pertanto – afferma professor Paolo Castiglia, direttore della struttura complessa di Direzione igiene e controllo delle infezioni ospedaliere – risulta evidente come l’igiene delle mani rappresenti uno dei principi cardine per la prevenzione delle infezioni, sia nella quotidianità della vita sociale che negli ambienti sanitari». La scelta del 5 maggio per celebrare la Giornata mondiale dell’igiene delle mani non è casuale. Ricade, infatti, il quinto giorno del quinto mese dell’anno, e come cinque sono le dita di una mano, sono cinque i momenti fondamentali per l’igiene delle mani: prima del contatto con il paziente; prima di una manovra asettica (es., come l’inserimento di un catetere), per evitare inoculazione di patogeni; dopo l’esposizione a un liquido corporeo (sangue, secrezioni, ferite aperte); dopo il contatto con il paziente; dopo il contatto con l’ambiente e gli oggetti accanto al paziente (lenzuola, guanti, camice). «L’evidenza scientifica – aggiunge l’infermiera epidemiologa Sabina Bellu – dimostra in modo schiacciante che un’igiene delle mani appropriata è l’azione più efficace per fermare la diffusione dell’infezione. Un’adeguata igiene delle mani previene fino al 50% delle infezioni acquisite durante l’erogazione dell’assistenza sanitaria, comprese quelle che colpiscono il personale sanitario». Per garantire una maggiore attenzione all’igiene delle mani quest’anno, con i fondi regionali del Piano di prevenzione, sono stati anche potenziati i totem erogatori di gel alcolici. Dieci nuove postazioni, con altrettanti erogatori della capienza di 20 litri ciascuno, sono state individuate agli ingressi dell’ambulatorio delle vaccinazioni, della Clinica Medica, del Pronto soccorso, dell’Istituto di Igiene, della palazzina Bompiani con accesso alla Radioterapia e Neurologia, del palazzo Clemente, delle camere mortuarie dell’ospedale, delle casse ticket al Palazzo Rosa e del Materno infantile.

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