Denunciato l’avvelenatore dei cani

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É un 74enne di Sassari, usava esche con veleno e chiodi. Scoperto dalla squadra mobile di Sassari, agiva nell’agro di Sorsodi Gianni Bazzoni

02 Maggio 2021

SASSARI. Gli investigatori della squadra mobile della questura di Sassari hanno individuato l’avvelenatore seriale dei cani che da qualche tempo agiva indisturbato nelle campagne di Sorso, in particolare nella zona di Serralonga. Si tratta di un uomo di 74 anni di Sassari che è stato denunciato in stato di libertà per maltrattamento di animali. Grazie alle immagini di alcune telecamere, gli investigatori hanno raccolto prove schiaccianti nei confronti del pensionato: nei video si vede l’uomo mentre arriva a bordo della sua auto (chiarissima anche la targa), si ferma, abbassa il finestrino e lancia le esche per i poveri animali confezionate con carta di giornale. Bocconi composti da parti di interiora e muscoli di animale e riempiti con sostanze velenose e chiodi metallici. Un preparato micidiale capace di portare alla morte i cani (ma anche i gatti e altri animali, per esempio cinghiali e volpi che si muovono nelle campagne) in poco tempo e fra atroci sofferenze. Al pensionato gli investigatori della Mobile hanno contestato l’articolo 544 ter del Codice penale che disciplina il maltrattamento e l’uccisione di animali: un reato punito con la reclusione da tre a 18 mesi e la multa da 5mila a 30mila euro.Agli agenti l’uomo non ha spiegato perchè avesse preso di mira i cani di quella zona, dove però ha un terreno (pur non essendo residente nell’agro) ma nella casa rurale i poliziotti hanno rinvenuto altre 18 esche avvelenate e con i chiodi pronte per essere utilizzate. Una conferma che il 74enne intendeva procedere con il suo comportamento assurdo che aveva generato grande preoccupazione tra i residenti nell’agro di Sorso, e non solo tra coloro che possiedono degli animali e che avevano scoperto le esche in prossimità dell’ingresso delle abitazioni.Il materiale recuperato e sequestrato dagli agenti è stato affidato al responsabile del Servizio Veterinario dell’Ats di Sassari che segue con attenzione le vicende degli avvelenamenti in tutto il territorio. Una volta analizzati dall’Istituto Zooprofilattico di Sassari, i reperti sono risultati dei bocconi composti da sostanze nocive e chiodi metallici. La perquisizione eseguita su delega dell’autorità giudiziaria ha ulteriormente aggravato le responsabilità dell’indagato dopo la scoperta di altre 18 esche pronte all’uso.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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